
Uno studio recentemente pubblicato ha analizzato cinque casi di escoriazione psicogena, condizione in cui il paziente si produce ripetutamente escoriazioni della pelle.
I ricercatori indiani, autori dello studio, hanno dimostrato come i pazienti affetti da patologie dermatologiche arrivano spesso all’autolesionismo, ed in alcuni casi più gravi, contemplano il suicidio. In seguito ad una valutazione dettagliata dei pazienti, è emerso che presentavano problemi psicologici, infatti erano affetti da differenti forme depressive. La consulenza psichiatrica ha evidenziato la presenza di anomalie psicologiche ed i pazienti sono stati trattati con farmaci inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, tipicamente impiegati per i disturbi psichiatrici.
In fase di follow-up gli studiosi hanno riscontrato un miglioramento delle lesioni cutanee dovuto ad una riduzione della “voglia di graffiarsi” dimostrando che sono necessarie terapie psicoterapeutiche per il trattamento delle escoriazioni psicogene. In questo modo si rafforza la collaborazione interdipartimentale ed interspecialistica tra la Dermatologia e la Psichiatria.

I dati del progetto RADAR-Psoriasi evidenziano un divario nell’accesso alle tutele: solo il 9% dei pazienti beneficia dell’esenzione. APIAFCO, società scientifiche e Salutequità chiedono di aggiornare i LEA in base alla severità della malattia.

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Al congresso EADV riflettori puntati su farmaci innovativi e bersagli terapeutici emergenti. Dati positivi anche per prurigo nodulare, alopecia areata, lupus discoide e sarcoidosi cutanea

Dalla vitiligine all'alopecia areata, le evidenze presentate all'EADV mostrano un ampliamento delle indicazioni e dati sempre più solidi sul profilo beneficio-rischio
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