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Snami e Fimmg chiedono autocertificazione primi tre giorni di malattia

Snami e Fimmg chiedono autocertificazione primi tre giorni di malattia
Sindacato

 Il Vicesegretario Organizzativo Nazionale Snami, Salvatore Santacroce ha sottolineato che il decreto “Brunetta” non solo pone a rischio l’attività dei medici con sanzioni spropositate nel caso in cui certifichino la malattia in assenza di segni obiettivabili, ma, addirittura, li pone nella condizione di dover necessariamente violare o il decreto stesso, certificando ciò che non è obiettivabile, oppure i propri doveri di cura e tutela dei cittadini, non certificando lo stato di malattia nel caso di patologie non obiettivabili. “Lo Snami - conclude Angelo Testa - sta lavorando per una normativa che permetta al cittadino di dichiarare autonomamente, assumendosene la responsabilità, la propria impossibilità di recarsi al lavoro per i primi tre giorni ed a maggior ragione nei casi in cui il cittadino si assenti per un giorno solo, recandosi dal medico ad assenza già avvenuta e per motivi non obiettivabili, ovvero quando il medico non può i nessun caso decidere in merito alla sussistenza dei sintomi riferiti, e non gli resta che redigere il certificato rischiando ingiuste sanzioni”. Sulla stessa linea anche la Fimmg: "Autoattestazioni dell'inabilita' al lavoro per le assenze brevi, accompagnate da un efficiente sistema di visite fiscali e monitoraggio", propone la Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) per cambiare l'attuale sistema delle certificazioni di malattia. ''Noi medici di famiglia - spiega Giacomo Milillo, segretario nazionale Fimmg - vorremmo eliminare il certificato di malattia per le assenze brevi, quelle da uno a tre giorni. Spesso infatti sono dovute a condizioni non verificabili con un esame obiettivo, come mal di testa, insonnia o vertigini. Se si passasse ad un sistema di auto-attestazione da parte del cittadino, noi medici verremmo liberati di numerose incombenze burocratiche e potremmo dedicare piu' tempo alla cura dei nostri pazienti''. Tanto piu' che le assenze brevi sono la maggior parte. Le cifre precise non si hanno, ma, fanno sapere dalla Fimmg, il totale dei certificati di malattia e' di 12-15 milioni per i lavoratori privati, e di 8 milioni per il pubblico. ''La nostra idea - continua Milillo - sarebbe quella di un'auto-attestazione, che il lavoratore compila per un giorno alla volta, fino ad un massimo di tre giorni. Per assenze piu' lunghe bisogna rivolgersi al medico. Un'idea su cui ci siamo confrontati anche con Confindustria, sindacati e Inps, e piu' o meno tutti sono d'accordo, anche se servono delle garanzie''. Tuttavia c'e' un problema di fondi, visto che ''l'Inps ha cancellato quelli per le visite fiscali - prosegue - Il ministero della Funzione pubblica ha presentato la proposta di un polo unico, che potrebbe essere l'Inps che fa le visite a dipendenti pubblici e privati e riceve i fondi per questo''.

Finora ''l'Inps faceva le visite ai lavoratori privati, spendendo 50 milioni di euro l'anno per 13 milioni di dipendenti, mentre le asl ai dipendenti pubblici, spendendo 70 milioni per 3 milioni di persone. Con la stessa cifra che si spende per il pubblico, l'Inps potrebbe gestire i lavoratori pubblici e privati''.
 

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Fonte: Snami, fimmg

Sindacato
Commenti
CP
Cesare Profeta
Penso che se passasse la regola dei tre giorni autocertificati, gli attuali due-tre giorni di assenza, diventeranno quattro-cinque ma certificati (da noi), con un conseguente esborso assicurativo INPS proporzionale. Questo perchè il comportamento del lavoratore dipendente è pusillanime temendo di non essere credibile al datore di lavoro. Comunque ci vorrebbe un test di prova statisticamente valido prima di intraprendere questa strada. Ma se si valutasse un'altra soluzione proposta anni fa e persa nelle nebbie della politica: tutti i lavoratori dipendenti diventano a "partita IVA" percepiscono, come noi, gli emolumenti, e, pensano alla loro previdenza,cassa malattia e infotuni liberamente, oltre che alle tasse e quant'altro tramite commercialista. L'INPS e INAIL potrebbero restare in attività e proporsi come gli altri enti assicurativi "privati". Così sparirebbe la necessità di autocertificazione della malattia di pochi giorni. Sparirebbe anche l'evasione fiscale del secondo lavoro perchè potrebbe essere emessa regolare fatturazione ora impossibile ai dipendenti e altri aspetti che ora è lungo elencare ed andrebbero analizzati da esperti di socio-economia. Pensiamo a certi abusi nelle certificazioni e ai privilegi dei dipendenti privati e pubblici, prima di dare un diniego a questa proposta
Rispondi
30/10/2013 20:47
GR
Giuseppe Rivellini
Il sottoscritto lo ha enunciato già vent'anni fa.......l'autocertificazione x i primi tre giorni(del resto in tutti quasi i paesi d'oltre alpe è la regola!).Comunque ,come recita un proverbio,non è mai troppo tardi!!!
Rispondi
30/10/2013 20:01
PD
Pietro Devoto
milillo visto che ci siamo che si diano anche i primi tre giorni di cure ......si vede che non hai la purchè minima attitudine al lavoro dei medici:inetto chiedi il pareggio dei nostri stipendi a quelli dei nostri colleghi europei!!!ed infine vai all'inferno e costituisciti al diavolo.
Rispondi
30/10/2013 14:49
AR
Antonio Romeo Riboldi
se mililo si sbattesse x qual cosa di valido x i mmg vedi i primi 3 gg . se non lo ha fatto in 30aa ...........................'?????
Rispondi
30/10/2013 13:06
AC
Antonio Cimbalo
Dalle cazzate che dicono si vede quanto sono lontano dalla realtà di tutti i giorni. 15 più 8 fanno 23milioni di certificazioni, peccato che io ho firmato il 105milionesimo(numero di protocollo, per cui incontestabile) certificato di malattia!!!!!!
30/10/2013 11:52

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