
Da gennaio in Italia ci sarà la ricetta elettronica per farmaci destinati agli animali
Nuovi strumenti in arrivo per i controlli della chimica negli allevamenti e per il benessere degli amici a quattro a zampe. La plenaria dell'Europarlamento ha oggi approvato un regolamento che vieta l'uso preventivo di antibiotici negli allevamenti. Il regolamento sui farmaci veterinari, che per diventare legge devono ora avere l'ok formale del Consiglio, limita l'uso come misura preventiva, in assenza di segni clinici di infezione, di antimicrobici. Inoltre a Bruxelles un secondo regolamento ha avuto l'ok della plenaria e introduce il divieto dell'uso preventivo di antibiotici nei mangimi medicati. Il trattamento dell'intero gruppo di animali quando solo uno è infetto sarà consentito solo quando il rischio di diffusione dell'infezione è elevato e non esiste un'alternativa.
Tutte decisioni che devono essere prese solo dopo visita e diagnosi di un veterinario. Intanto l'Italia si appresta a far da apripista nell'Unione europea nell'adozione della ricetta elettronica per i farmaci veterinari.
La ricetta elettronica obbligatoria consentirà un controllo pressoché totale sull'andamento della produzione, della vendita, della distribuzione e dell'effettivo utilizzo dei medicinali. "Oltre alla possibilità di una tracciabilità completa del farmaco - fa notare Arianna Bolla, presidente di Aisa - avremo completa disponibilità di informazione sull'uso antibiotico, compreso il consumo per specie animale: particolare non da poco, perché a partire dalle caratteristiche del consumo per specie si potranno avviare maggiori controlli, più mirati, ma soprattutto maggiore formazione agli allevatori e ai veterinari. Tutte misure per allevare animali più sani". Coop esprime ''soddisfazione'' per l'iniziativa europea in linea con la campagna "Alleviamo la salute" che ha coinvolto oltre 1700 allevamenti italiani. Plauso al voto del Parlamento europeo da Annamaria Pisapia, Direttrice di Ciwf Italia, in particolare per migliorare il benessere dei polli da carne. In Europa, precisa, vengono macellati ogni anno 7 miliardi di polli, quasi mezzo miliardo solo in Italia. Negli allevamenti intensivi, secondo l'Onlus animalista, ''l'uso di farmaci è necessario per mantenere i polli vivi fino alla macellazione.
E' necessario un urgente miglioramento delle condizioni dei polli nell'allevamento avicolo, che deve passare attraverso l'utilizzo di genetiche meno "spinte" ovvero ad accrescimento più lento, e la giornata di oggi segna un primo passo in questa direzione".
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