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Chirurgia della mano, l'ecografia è il 'terzo occhio' del medico

Neurologia Redazione DottNet | 07/01/2019 13:47

Consente una anestesia di massima precisione

 L'ecografia è il "terzo occhio" del medico, costituisce una guida precisa per l'esecuzione corretta di interventi di neurochirurgia della mano (ogni anno i traumi dell'arto superiore sono oltre un milione), minimizzando i rischi insiti, ad esempio, nella procedura anestetica. È quanto sostiene il team di ricercatori coordinato da Luca Padua, docente di Neurologia all'Università Cattolica, Responsabile dell'Unità Operativa "Neuroriabilitazione ad Alta Intensità" della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS in una lettera pubblicata sul New England Journal of Medicine, insieme con Daniele Coraci e Claudia Loreti (Fondazione Don Gnocchi). L'ecografia è un valido strumento per lo studio di diverse strutture corporee, incluso il sistema nervoso periferico, in quanto permette di valutare, in modo incredibilmente preciso e non invasivo, la morfologia dei nervi, importante in caso di neuropatie, spiega Padua.

Nel caso di interventi chirurgici, l'ecografia può essere usata per conoscere bene la condizione anatomica del nervo e delle strutture circostanti in fase pre-operatoria. Questo approccio è utile nei casi di ricostruzione chirurgica o nei casi di anestesia locale, dove il nervo è la struttura target dell'anestesia, che, se eseguita "alla cieca", può risultare inefficace o provocare effetti collaterali (legati per esempio a una somministrazione dell'anestetico in un vaso). L'ecografia, spiega Padua, è in grado di "vedere" anche strutture nervose molto piccole a livello della mano, scoprire la presenza di eventuali anomalie (come decorsi irregolari di nervi o vasi sanguigni). Attualmente, però, l'utilizzo del supporto ecografico in questo tipo di interventi è limitato solo ai centri altamente specializzati in quanto ancora di recente introduzione e richiede un'elevata esperienza da parte del medico.

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fonte: New England Journal of Medicine

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