|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Malattie rare: 239 giorni per avere un farmaco

Troppi ritardi, la legge ne prevede al massimo 100
Malattie Rare

Per una persona con una malattia rara, ogni giorno senza farmaco può fare la differenza. Eppure ne servono ancora almeno 239 affinché le nuove terapie vengano messe in commercio, oltre il doppio rispetto al limite massimo previsto dalla legge. A fare il punto sui ritardi nell'accesso alle cure è il quarto Orphan Drug Day, organizzato dall'Osservatorio Malattie Rare presso il Ministero della Salute. Secondo il Rapporto Osservatorio Farmaci Orfani (Ossfor) 2019, i giorni per l'immissione in commercio di un farmaco orfano diminuiscono rispetto ai 256 del triennio scorso: un miglioramento importante ma non sufficiente. Il decreto Balduzzi stabilisce in 100 giorni il tempo massimo per completare la procedura di rimborsabilità dei farmaci orfani. Ciò significa che un paziente averli con oltre 4 mesi di ritardo, troppi quando non si ha alternativa terapeutica.

pubblicità

A ciò si aggiungono i tempi con cui le diverse Regioni li rendono effettivamente disponibile sul territorio, che sono ancora molto diversi, e causano di fatto disuguaglianze di salute. "Per oltre il 90% delle malattie rare - spiega Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttore Osservatorio Malattie Rare - non esiste ancora una terapia con indicazioni approvate. Là dove una terapia arrivi, il tempo diventa per molti un fattore essenziale per la sopravvivenza. Per queste persone ogni giorno senza terapia è un giorno senza cura: può essere proprio quello in cui una funzionalità viene persa per sempre". "Se pensiamo al numero di farmaci orfani in commercio nel nostro Paese, possiamo affermare che l'Italia riserva grande attenzione al settore. Quello che bisogna fare ora è implementare il sistema sul fronte dell'efficienza, così come dell'uniformità di condizioni nelle diverse Regioni", spiega Barbara Polistena, direttore Crea Sanità dell'Università di Roma Tor Vergata.

Malattie Rare
Commenti

I Correlati

Terapie orfane, a 20 anni dalla scomparsa di Luca Coscioni accesso ancora diseguale in Italia
Malattie Rare
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Porpora trombotica trombocitopenica congenita, AIFA approva la rimborsabilità della prima terapia sostitutiva enzimatica
Malattie Rare
Porpora trombotica trombocitopenica congenita, AIFA approva la rimborsabilità della prima terapia sostitutiva enzimatica
L'Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato la rimborsabilità di ADAMTS13 ricombinante per il trattamento della porpora trombotica trombocitopenica congenita (cTTP).
Malattie neuromuscolari, le sfide aperte dall'arrivo delle nuove terapie
Congressi
Malattie neuromuscolari, le sfide aperte dall'arrivo delle nuove terapie
Al Congresso internazionale ICNMD 2026 di Firenze il confronto tra esperti su efficacia dei trattamenti, qualità di vita e bisogni delle persone con malattia di Pompe a esordio tardivo
Malattia di Pompe, a Firenze il confronto internazionale sulle nuove strategie terapeutiche
Malattie Rare
Malattia di Pompe, a Firenze il confronto internazionale sulle nuove strategie terapeutiche
All'ICNMD 2026 un simposio promosso da Amicus Therapeutics riunirà esperti internazionali per discutere quando e come rivalutare la terapia nei pazienti con malattia di Pompe a esordio tardivo.
Meno rinunce alle cure dove le reti funzionano: il dato che orienta il futuro dell’assistenza ai pazienti rari
Malattie Rare
Meno rinunce alle cure dove le reti funzionano: il dato che orienta il futuro dell’assistenza ai pazienti rari
Dal XII Rapporto MonitoRare emerge il valore di percorsi integrati tra ospedale e territorio. Scopinaro (Uniamo): «Servono risposte costruite sui bisogni delle persone e delle famiglie»

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.