
Speranza di vita elevata: 82,15 anni per gli uomini e 85,25 per le donne, seconda solo a Firenze tra le metropoli italiane; prevalenza del diabete pressocché stabile nell’ultimo decennio: da 5,65 casi per 100 residenti del 2010 a 5,68 casi del 2019, con un incremento di circa 0,03 casi ogni 100 residenti, a fronte di un aumento di quasi l’uno per cento in Italia; percentuali di adulti e minori con eccesso di peso che risultano inferiori alla media: 31,48 per cento rispetto a 36,66 nelle donne, 51,68 verso 55,56 negli uomini - in cui però il tasso di obesità, 12,08 per cento, risulta superiore al dato italiano di 11,13 per cento, infine 9,95 per cento tra le femmine dai 6 ai 17 anni e 9,05 per cento tra i maschi di pari età, rispetto alla media nazionale del 20,99 e 29,15 per cento ovvero rispettivamente circa la metà ed un terzo in meno. Sono alcuni dei dati, a prima vista positivi per la "salute" della Città metropolitana di Milano, che emergono dalla fotografia scattata dal Milano Cities Changing Diabetes Report 2021, che sarà presentato questo pomeriggio in videoconferenza.
Il documento è realizzato nell’ambito del progetto internazionale Cities Changing Diabetes, promosso da University College London (UCL) e il danese Steno Diabetes Center, con il contributo dell’azienda farmaceutica Novo Nordisk, in collaborazione con istituzioni nazionali, amministrazioni locali, mondo accademico e terzo settore, con l’obiettivo di studiare il legame fra il diabete e le città e promuovere iniziative per salvaguardare la salute e prevenire la malattia. «Il progetto in Italia è coordinato da Health City Institute in collaborazione con Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, ANCI, ISTAT, Istituto per la Competitività-ICOM, Fondazione CENSIS, CORESEARCH, IBDO Foundation, MediPragma, Istituto Piepoli, le società scientifiche del diabete, dell’obesità e della medicina generale, le associazioni pazienti e di cittadinanza», spiega Andrea Lenzi, Presidente Health City Institute.
«A Milano, in particolare, sono stati coinvolti Comune, Milano Città Metropolitana, Regione Lombardia, ANCI Lombardia e le Università cittadine, che hanno proceduto a mappare i fattori sociali e culturali, demografici, clinici ed epidemiologici, successivamente analizzati e valutati, anche sulla scorta delle esperienze già condotte a Roma e in altre 40 metropoli mondiali coinvolte nel progetto, per mettere a punto uno specifico action plan. Uno dei prodotti è, appunto, questo report, opera corale che nasce da più di 80 esperti di varia estrazione», prosegue Lenzi. «La partecipazione di Milano al progetto Cities Changing Diabetes conferma come la nostra città abbia sviluppato la chiara visione che, grazie alle sinergie internazionali, si può puntare a creare una città migliore, più vivibile e soprattutto più attenta alla salute dei suoi cittadini, nel rispetto di uno sviluppo urbanistico sostenibile», puntualizza Michele Carruba, Presidente del Comitato Esecutivo di Milano Cities Changing Diabetes.
Milano, metropoli della salute? «Potrebbe sembrare, ma attenzione non tutto è oro quel che luccica - dice Lenzi. I dati che fotografano puntualmente la situazione di Milano ci consegnano una situazione che fa emergere, ad esempio, le differenze di prevalenza di diabete tra distretti sanitari periferici e del centro cittadino, che impone una seria riflessione dal punto di visto sanitario, clinico e sociale. È allarmante come a distanza di poche fermate di metropolitana l’aspettativa di vita diminuisce e la prevalenza drasticamente aumenta ed emergono fenomeni di vulnerabilità sociale che vanno seriamente presi in considerazione.» Chiarisce Livio Luzi, Presidente del Comitato Scientifico di Milano Cities Changing Diabetes: «È un fatto noto che l’incremento della prevalenza del diabete sia dovuto anche a fattori sociali come livello di istruzione, accesso alle cure, risorse disponibili.




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