
Interventi ridotti fino al 19% nel 2020, tanti timori e dubbi
Paure, emozioni, pregiudizi, mancanza di informazione: sono tanti i dubbi in più delle donne operate al seno nell'annus horribilis, il 2020. Moltissime si sono confidate con le specialiste delle Breast Unit della penisola aderenti al progetto Donna x Donna, iniziativa di sensibilizzazione sulla ricostruzione mammaria dopo il tumore coordinata dall'associazione Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus. Il comitato promotore ha infatti raccolto non solo i quesiti più frequenti delle loro pazienti nell'ultimo anno così difficile, svelando molte paure legate al Covid e che spesso le allontanano dalle cure, ha anche condotto una indagine statistica sul numero degli interventi effettuati nel 2020 nelle tredici breast unit tra le più importanti del nord, centro e sud Italia, dove operano.
Molti i dubbi raccolti dal progetto Donna x Donna: tra le paure più comuni "Sono una paziente oncologica, ho subito già molte terapie. Ho paura a fare il vaccino e ho ancora tanti dubbi"; "Ho le protesi mammarie. Il vaccino potrebbe scatenare reazioni allergiche o infiammazioni al seno?" "Devo fare anche la terza dose di vaccino? E quello anti influenzale?"; "Dopo la mastectomia ho fatto il vaccino ed ho sviluppato un ingrossamento dei linfonodi. Cosa significa?". E poi i timori che hanno contribuito a rimandare la scelta di ricostruire il proprio seno come "Oltre il tumore e gli interventi operatori programmati, ci mancava il Covid. Sono molto in ansia e dormo poco come supero questo momento?"; "Il Covid mi fa riflettere…tornare in ospedale solo per un mio capriccio, cioè riavere il mio seno, mi pare inopportuno"; "Ho già subito una mastectomia, non vorrei tornare ora in ospedale. Posso aspettare ancora per la ricostruzione del seno"; "se torno in ospedale quanto rischio che la mia vicina di letto possa contagiarmi?"; "Le liste di attesa si sono allungate. Cosa è cambiato per voi medici nelle procedure operatorie? Le domande femminili e le risposte esaustive delle specialiste sono pubblicate nella brochure 'Donna x Donna edizione 2021.
Un’analisi del Cipomo stima il tempo che gli oncologi dedicano ad attività amministrative: 19 ore settimanali. Un carico che incide sulla relazione di cura e riapre il tema della riorganizzazione del lavoro.
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
Al via i bandi Fellowship e Community Award di Gilead per progetti in ambito infettivologico, epatologico e oncologico, tra ricerca e terzo settore.
Un team multidisciplinare di esperti, tra cui Ernesto Pasquini, ha eseguito un intervento chirurgico innovativo che ha permesso di rimuovere un tumore aggressivo a un bambino di dieci anni.
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