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Nuove opzioni terapeutiche per diabetici con danni ai reni

Le glifozine, da pochi mesi prescrivibili gratuitamente anche in Italia dai nefrologi, mostrano un notevole vantaggio a livello cardiovascolare e renale
Nefrologia

Circa una persona con diabete su tre sviluppa problemi ai reni e, viceversa, chi soffre di malattia renale ha maggiori probabilità di sviluppare complicanze metaboliche oltre che cardiovascolari. Delle novità terapeutiche per questi pazienti se n'è parlato nel corso della IX edizione del convegno NefroFocus. Secondo le stime, circa 6 milioni di italiani soffrono di malattie renali, ma solo uno su 10 ha una diagnosi. "Una delle principali cause è il diabete - spiega Massimo Morosetti, primario di Nefrologia all'ospedale Grassi di Ostia, presidente della Fondazione italiana del Rene (FIR) e coordinatore scientifico di NefroFocus - perché questa condizione può provocare danni al microcircolo renale e può anche essere responsabile di danneggiamento della conduzione dei nervi con conseguente difficoltà di svuotamento della vescica, che a sua volta causa infezioni. Per questo, prevenire il diabete aiuta anche a tutelare i reni".

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Di recente sono stati introdotti farmaci che possono essere utili a questi pazienti. "Si tratta delle glifozine, da pochi mesi prescrivibili gratuitamente anche in Italia dai nefrologi. Dati scientifici a tre anni mostrano un notevole vantaggio a livello cardiovascolare e renale", spiega Morosetti. Sono inoltre arrivati in Italia nuovi farmaci per l'anemia da malattia renale, condizione che colpisce circa un nefropatico su cinque. A NefroFocus si parlerà degli inibitori di HIF-PH, che promuovono la produzione di globuli rossi attraverso l'aumento della produzione endogena di eritropoietina. "La ricerca nell'area nefrologica va avanti" e "questo - evidenzia Morosetti - è anche merito di ricercatori italiani, che hanno contributo a molti degli studi approvativi".

Nefrologia
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