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Gruppo Menarini prosegue la corsa verso l’eccellenza: approvato negli usa il farmaco per il trattamento del tumore al seno

Dopo quattro anni dall’ultimo incontro con la stampa, il Board di Menarini comunica gli sviluppi del colosso farmaceutico.
Aziende

Già nel 1964, nemmeno un secolo dopo, l’azienda vanta una presenza internazionale, destinata ad aumentare. Oggi infatti il Gruppo conta all’attivo ben 140 sedi nel mondo, che vede l’Europa come il cuore pulsante della produzione.

Durante la serata di mercoledì 1° Marzo, il Board di Menarini, dopo quattro anni dall’ultimo incontro con la stampa, ha raccontato del farmaco approvato dall'FDA per il cancro al seno e i dati di chiusura del 2022

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L’evento, che ha voluto essere anche un momento di riflessione e ispirazione sulle tematiche presenti e future, ha visto innanzitutto la partecipazione di Lucia Aleotti, azionista e membro del Board Menarini. La Dott.ssa Aleotti ha tenuto infatti un discorso sull’evoluzione dell’azienda dopo l’acquisizione della Stemline Therapeutics. Questo ingresso negli USA ha portato, come è stato chiarito, importanti passi avanti nell’oncologia, apportando anche un valore geopolitico al settore farmaceutico, soprattutto per aver inserito nel mercato statunitense il farmaco per il cancro al seno.

Alla fine del suo intervento, espone anche i dati di crescita di Menarini del 2022, che contano:

  • Un fatturato da 4,154 miliardi di euro, con crescita del 6% rispetto al 2021, costituito per il 94% dal settore farmaceutico e per il 5% dalla diagnostica.
  • Margine operativo lordo (EBITDA) di circa 400 milioni.
  • Presenza di 17.800 dipendenti, di cui il 49,5% donne.
  • Vasta produzione di confezioni: ben 762 milioni di unità, di cui 553 prodotte internamente superando 1 miliardo di blister.

Segue l’intervento di Elcin Barker Ergun, CEO Menarini, con un focus sulle frontiere nel campo della ricerca e dello sviluppo aziendale. Giungono poi le considerazioni finali del Presidente Eric Cornut, che abbiamo intervistato proprio in questa occasione, chiedendogli di parlarci del successo per l'apporvazione del farmaco per il trattamento al seno.

“Gli anni della pandemia sono stati difficili per tutti, ma voi siete riusciti ad entrare nel mercato americano per poi vantare un farmaco innovativo per il trattamento del tumore al seno, appena approvato dagli Stati Uniti. Cosa rappresenta questo per voi? E cosa vedete oltre ancora, verso l’Europa?”

“Quello che può sembrare particolare non è nient’altro che l’esecuzione di una strategia ben pensata, che ci eravamo prefissati da molti anni. Abbiamo combinato la necessità di una presenza geografica negli Stati Uniti con quella di avere un prodotto innovativo, perchè è l’unico modo di avere successo nel mercato statunitense. Possiamo dire di esserci riusciti, abbiamo ottenuto l’approvazione dell’FDA. Ora sta a noi dimostrare che siamo capaci di gestire anche il mercato americano, il più competitivo del mondo”.

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