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Un italiano su cinque soffre di reflusso gastroesofageo: le best practice

Gastroenterologia Redazione DottNet | 29/05/2024 18:57

Pizzoccaro: “È importante identificare questa patologia all’interno della complessità dell’organismo del paziente e delle sue interrelazioni con l’ambiente e con il network sociale”

Il 28 maggio si è celebrata la Giornata Mondiale della Salute Digestiva, un'occasione per sottolineare l'importanza di una corretta funzione digestiva per il benessere fisico e mentale. La malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) è una patologia molto diffusa che colpisce circa il 20% della popolazione nei paesi occidentali, inclusa l'Italia[1]. Durante il recente Symposium sulla Medicina dei Sistemi, tenutosi presso l’Università degli Studi di Milano e promosso da Guna, azienda farmaceutica milanese specializzata nella produzione di medicinali a basso dosaggio, il Dr. Marco Astegiano, Gastroenterologo di Torino, ha illustrato le terapie attualmente disponibili per la GERD, con particolare attenzione agli inibitori di pompa protonica (PPIs). I dati evidenziano che questi farmaci sono spesso utilizzati in quantità e durata che va oltre la terapia prescritta, con conseguente aumento dei rischi associati al loro utilizzo, soprattutto per i pazienti cronici che assumono il farmaco da lungo tempo e per quelli più fragili. È dunque cruciale che il medico informi adeguatamente il paziente sui rischi e sulle interazioni dei PPIs con altri farmaci educandolo al corretto utilizzo del prodotto e identificando la dose minima efficace.

Dopo quattro settimane di trattamento, è possibile adottare una strategia di deprescrizione, affiancata da misure adeguate per prevenire o ridurre l’effetto rebound. Questa deve essere accompagnata da un'attenta valutazione ed elaborazione di un piano personalizzato che tenga conto delle specifiche necessità del paziente. Tra le varie opzioni percorribili, è stata studiata una strategia che combina la deprescrizione del PPI con l’overlapping di altri prodotti. "Per procedere con la deprescrizione dei PPIs è fondamentale iniziare analizzando il rapporto tra benefici e rischi" spiega il Dr. Astegiano. "Successivamente si valutano la condizione clinica e le preferenze del paziente. L'ultima fase è il monitoraggio costante. Questo approccio empatico e personalizzato è essenziale per comprendere le necessità e i bisogni dei pazienti a 360 gradi, per migliorare il loro benessere e la loro qualità di vita sociale, poiché spesso i sintomi sono invalidanti e continuativi. Solo entrando in empatia con i pazienti e studiando la terapia migliore per ciascuno, possiamo svolgere al meglio il nostro ruolo di medici". 

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Per migliorare la gestione della GERD, il Dr. Astegiano raccomanda inoltre - oltre a una gestione farmacologica oculata e personalizzata - una serie di misure da tenere sempre in considerazione, come: perdita di peso per i pazienti in sovrappeso, evitare i pasti nelle 2-3 ore prima di andare a letto, eliminare il consumo di tabacco, limitare i "cibi trigger" e sollevare la testiera del letto per ridurre i sintomi notturni. Inoltre, è essenziale assumere i PPIs sempre lontano dai pasti. Questi accorgimenti possono contribuire significativamente al miglioramento della qualità della vita dei pazienti affetti da GERD. "Il reflusso gastroesofageo è un’ulteriore conferma del ruolo che la Medicina integrata, che fa parte a pieno titolo della Medicina dei Sistemi, può avere nel fornire in questo contesto valide soluzioni anche in overlapping. In particolare, si evidenzia che questa patologia non sia esclusivamente riconducibile ad una sola e specifica causa eziologica ma sia importante identificarla all’interno della complessità dell’organismo del paziente e delle sue interrelazioni con l’ambiente e con il network sociale" dichiara Alessandro Pizzoccaro, presidente e fondatore di Guna.

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