
Andreoni: "Il freddo è pro-infettivo, sciarpa su naso e bocca aiuta". Bassetti: "Preoccupano basse vaccinazioni"
L'ondata di freddo sull'Italia sta incidendo sull'aumento dei casi di influenza, "perché il raffreddamento delle mucose che passano da 37 gradi centigradi a 35-36, facilita la replicazione di alcuni virus respiratori che preferiscono temperature delle nostre mucose più basse. Da qui il consiglio delle nonne di coprirsi con la sciarpa il naso e la bocca rimane valido perché una temperature più alta, se c'è già presente il virus, ne limita la replicazione visto che il freddo è pro-infettivo". Lo spiega all'Adnkronos Salute Massimo Andreoni (nella foto), direttore scientifico della Simit, la Società italiana di Malattie infettive e tropicali. Quanto manca al picco dell'influenza? "Se uno vede gli ultimi 10-15 anni, il picco di contagi è stato raggiunto tra la terza e la quarta settimana di gennaio, tranne pochissimi anni - risponde Andreoni - Dopo le feste con la riapertura delle scuole è chiaro che si verifica un aumento dei contagi, poi il freddo dell'ultima settimana gioca a favore della circolazione che vede però diversi virus darci fastidio: l'influenza H1N1 ma c'è anche l'H3N2 e l'influenza di tipo B, si vedono poi casi di virus sinciziale e di rinovirus".
La situazione degli ospedali? "C'è un incremento degli accessi - conclude Andreoni - ma non criticità, certo se si fossero vaccinati di i più fragili ci sarebbe meno ricorso all'ospedale".
Tornado all'ondata di freddo, "naturalmente fa sì che ci siano più infezioni, perché ci costringe a stare in ambienti chiusi, dove evidentemente i virus circolano più facilmente", aggiunge. "Stanno circolando l'influenza A e B, ma c'è una grandissima diffusione anche di pneumococchi, del virus sinciziale (Rsv) e poi anche in Italia c'è l'Hmpv o metapneumovirus come circolano altri coronavirus, diciamo che siamo di fronte ad un festival di infezioni respiratorie e abbiamo una bassa copertura vaccinale, non è una bella situazione", conclude.
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