
"Rassicura su uso in ambiente ambulatoriale ma il codice è per somministrazione ospedaliera"
"C’è un vestito che ci va stretto. Si tratta di un documento, la Nota 98 che, di fatto, regola l'utilizzo dei farmaci intravitreali. È un documento che viene reiterato oramai da più di un decennio e nel quale vengono inseriti i vari anti-Vegf che progressivamente compaiono, vengono approvati o rimborsati. Questo documento ha il pregio di identificare un ambiente ambulatoriale per somministrare queste terapie. Dunque, toglie ogni dubbio sul fatto che queste terapie vadano somministrate ai pazienti in una sala operatoria propriamente detta, quella nella quale si fa la chirurgia complessa. Questo dà molta più flessibilità. Tuttavia, la Nota 98 quasi smentisce sé stessa, perché rassicura su un ambiente ambulatoriale molto snello, ma poi afferma che questi farmaci sono classificati con un codice ‘Osp’ e vanno somministrati in ambiente ospedaliero.
Sempre sulla Nota 98,"“l'altra discrepanza è il calderone nel quale, nel corso dei decenni, è stato inserito qualunque farmaco anti-Vegf - osserva Lanzetta - incluso un farmaco off label che si chiama bevacizumab, il cui costo oggi è comunque risibile rispetto a qualsiasi altro anti-Vegf - i costi per fiala di questi farmaci sono scesi in maniera significativa nel corso degli ultimi 15 anni - Questa Nota 98 dice che sono tutti uguali, sulla base di nessuna evidenza e, inoltre, raccomanda di privilegiare il farmaco che è più economicamente vantaggioso rispetto agli altri - sottolinea - Quindi ci mette di fronte alla realtà di considerare dei farmaci, oggi obsoleti, preferiti rispetto agli anti-Vegf di seconda generazione, come aflibercept 8 mg". Si tratta di "una scelta difficilmente condivisibile da parte del clinico che" invece sa l’impatto "estremamente diverso" di un "regime mensile a fronte delle 8 iniezioni ogni 2 anni, sulla qualità della vita e anche dei costi reali che - conclude - non sono la singola fiala, ma sono di un intero percorso di trattamento che spesso si prolunga per anni".
Avis richiama l’attenzione sulla filiera del plasma: domanda in crescita e dipendenza dal mercato estero per una quota rilevante di farmaci salvavita.
Dalle tensioni internazionali alle ricadute sulla spesa pubblica, emergono segnali di pressione su supply chain, costi e capacità di erogazione dei servizi sanitari.
Il documento ISS del 3 febbraio non è una notizia. Ma torna attuale mentre AIFA apre il fronte della prescrittomica: dati solidi, ma ancora separati dalle scelte terapeutiche.
Al Ministero della Salute confronto sulla riforma della distribuzione dei farmaci. Più territorio e prossimità, ma resta centrale l’equilibrio tra accesso e sostenibilità.
Nuovi dati clinici rafforzano il ruolo della terapia genica nella maculopatia umida, con risultati positivi fino a 2 anni anche nei pazienti resistenti alle terapie standard.
La terapia genica RGX-314 mostra efficacia fino a 4 anni e apre alla possibilità di trattare la maculopatia umida con una sola iniezione intravitreale.
Nuova frontiera delle cure di patologie dell'endotelio corneale
Commenti