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Ordine degli psicologi: "L'abuso digitale è come quello fisico, rischio di sindrome da stress post traumatico"

Può causare nelle persone che la subiscono ansia, vergogna, perdita della fiducia nelle relazioni fino a depressione, attacchi di panico e persino sindrome da stress post-traumatico
Psichiatria

La violenza digitale, "seppure è virtuale, non toglie la concretezza e il conseguente impatto sulla vita delle donne che l'hanno subita". E "i danni che ne derivano riguardano il benessere sia fisico che psicologico". Lo spiega all'Adnkronos Salute Francesca Schir, segretaria del Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologi (Conp) e coordinatrice del Comitato Pari opportunità del Cnop, analizzando gli effetti sulle vittime dei siti sessisti, dove sono state condivise senza consenso immagini di decine di donne - note e non - divenute oggetto di commenti violenti.

Questo tipo di aggressione, continua Schir, "ha a che vedere con il senso della propria libertà, della propria sicurezza. Quindi può causare nelle persone che la subiscono ansia, vergogna, perdita della fiducia nelle relazioni fino alla depressione, agli attacchi di panico e persino alla sindrome da stress post-traumatico, E gli effetti possono essere particolarmente pesanti per ragazze più giovani". Anche la vita sociale ne può risentire, continua l'esperta. "Una persona aggredita a livello cyber, spesso tende a ritirarsi. Non solo dai social: riduce la propria interazione e la propria partecipazione nei diversi contesti sociali. Quindi il problema non riguarda esclusivamente la sfera privata: di fatto è un fenomeno che restringe la presenza delle donne anche nella sfera pubblica". Si tratta "di forme traumatiche, sia sotto il profilo relazionale che simbolico. Non è solo un'aggressione al corpo, all'immagine, ma è anche una ferita al senso di sicurezza personale".

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In questo quadro, aggiunge Schir "è fondamentale che ci siano dei percorsi di supporto che vadano oltre la dimensione legale e tecnica, ma che si concentrino sulla ricostruzione del benessere psicologico delle persone che hanno subito questo trauma". Per questo "sarebbe importante offrire spazi di ascolto dedicati, protetti e non giudicanti, dove è possibile raccontare l'esperienza e lavorare sulla ricostruzione della fiducia". Utili quindi "anche gruppi di sostegno tra pari, che possano ridurre l'isolamento e la sensazione di vergogna attraverso la condivisione di storie e per promuovere strategie di resilienza in qualche modo". E può trattarsi anche di gruppi "di sostegno online, purché siano spazi sicuri".

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