|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Pensioni oltre i 2500 euro svalutate: in 14 anni perso il 25 per cento del potere di acquisto

Previdenza

Un fenomeno preoccupante sta emergendo tra i pensionati italiani con trattamenti superiori ai 2.500 euro lordi mensili (tra cui i medici), che si trovano a fronteggiare una progressiva svalutazione dei propri assegni. Per coloro che percepiscono pensioni oltre questa soglia, la perdita economica legata alla revisione al ribasso dei meccanismi di rivalutazione potrebbe raggiungere, nei prossimi dieci anni, almeno 13.000 euro. Questo danno economico cresce in modo esponenziale man mano che aumentano gli importi delle pensioni, arrivando a toccare cifre che superano i 115.000 euro per coloro che ricevono trattamenti oltre i 10.000 euro lordi mensili (circa 6.000 euro netti).

La penalizzazione interessa una platea significativa, che conta oltre 3,5 milioni di pensionati, pari al 21,9% del totale, e comprende individui con redditi superiori a quattro volte il trattamento minimo (attualmente fissato a 616,67 euro). Questi pensionati, che hanno versato importanti contributi durante la loro vita lavorativa, rappresentano il 62% dell'IRPEF generato dalle pensioni in Italia. Il dato fa emergere un paradosso: sono proprio i più anziani e chi ha contribuito maggiormente al sistema previdenziale a subire la maggiore penalizzazione, a fronte di un sostegno insufficiente per i pensionati con assegni più bassi.

pubblicità

Questa realtà è stata messa in luce da un'analisi condotta da Itinerari Previdenziali e dalla Cida (Confederazione Italiana Dirigenti di Azienda), che hanno presentato a Roma lo studio dal titolo La svalutazione delle pensioni in Italia. Il rapporto ha esaminato l’impatto delle politiche di rivalutazione delle pensioni negli ultimi trent'anni, con particolare attenzione alle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2024, che governano la rivalutazione per il triennio 2024-2026. Tali politiche, unite all’elevata inflazione del biennio 2023-2024, hanno avuto un impatto negativo “come mai prima” sui pensionati che hanno contribuito maggiormente al sistema previdenziale, specialmente per quelle pensioni calcolate con il metodo contributivo, che avrebbe dovuto garantire una rivalutazione piena.

La Svalutazione delle Pensioni: Un Danno Permanente

Stefano Cuzzilla, presidente di Cida, ha sottolineato come le pensioni di importo medio-alto abbiano visto una perdita di oltre il 25% del loro potere d'acquisto nell'arco degli ultimi trent'anni. "Le pensioni non sono un privilegio, ma salario differito", ha dichiarato, "sono il frutto di anni di lavoro e contributi versati". Cuzzilla ha inoltre evidenziato come i pensionati con redditi superiori ai 35.000 euro, che costituiscono circa il 14% della categoria, siano anche i maggiori contribuenti del sistema, versando il 46,33% dell'IRPEF sulle pensioni, eppure sono proprio questi i più penalizzati dalle recenti manovre fiscali. "L’equità è stata invertita", ha aggiunto, "perché mentre chi ha versato pochi contributi ha visto le proprie pensioni adeguarsi completamente all’inflazione, i pensionati più anziani sono rimasti sotto il livello di rivalutazione”.

Un altro punto di critica riguarda la modalità di applicazione della perequazione. Alberto Brambilla, presidente di Itinerari Previdenziali, ha osservato che la rivalutazione sfavorevole è stata applicata sull'intero importo del reddito pensionistico, anziché su scaglioni separati. Per esempio, nel 2023, un pensionato con una rendita compresa tra 2.627 e 3.152 euro ha visto l’intera pensione rivalutata solo del 4,3%, a fronte di un tasso di inflazione dell’8,1%. Questo approccio ha avuto effetti particolarmente negativi per i pensionati di importo medio-alto, e non può essere considerato come una perdita temporanea: è, infatti, destinato a perdurare, influenzando negativamente le rendite anche negli anni successivi.

Le Conseguenze della Rivalutazione Ridotta: Perdite a Lungo Periodo

L’effetto combinato della rivalutazione ridotta e delle mancate indicizzazioni dal 2012 al 2022 ha causato una perdita netta di circa il 9% per i trattamenti superiori alle 10 volte il trattamento minimo, che ha inciso su pensioni superiori ai 6.000 euro mensili. Questo fenomeno si è amplificato durante il triennio 2023-2025, con un effetto combinato di inflazione elevata e revisione delle modalità di perequazione, che ha portato a una svalutazione complessiva delle pensioni pari a oltre il 21% in un periodo di 14 anni.

Nel concreto, ciò significa che una pensione lorda da 10.000 euro mensili (circa 6.000 netti) ha perso circa 178.000 euro, mentre una pensione da 5.500 euro lordi (circa 3.400 euro netti) ha visto una riduzione di circa 96.000 euro nel corso di questo periodo. Secondo Brambilla, queste perdite non sono circoscritte a una singola fase temporale, ma si tratterebbe di una sottrazione permanente del reddito pensionistico, che si estenderà nel lungo periodo e si rifletterà su una fascia considerevole di pensionati.

Le Difficoltà In Un Sistema Previdenziale Contraddittorio

Secondo l'analisi presentata nel rapporto dell'OCSE 2023, l’Italia è uno dei pochi Paesi che applica una perequazione delle pensioni sfavorevole, che non garantisce lo stesso incremento percentuale per tutte le pensioni, ma lo differenzia in modo decrescente in funzione dell’importo dell’assegno. Tale approccio è condiviso solo da Austria, Lituania e Portogallo. Mentre Lituania e Portogallo applicano regole ben definite, l’Italia e l’Austria vedono modifiche alle normative a livello annuale, spesso in modo discrezionale. La situazione appare ancora più problematica se comparata con quella di Paesi come la Gran Bretagna, che ha comunque garantito l’adeguamento delle pensioni al tasso di inflazione, seppur in misura ridotta rispetto agli anni precedenti. Questo mette in evidenza come l’Italia stia affrontando una crescente difficoltà nel garantire la stabilità del sistema pensionistico, il quale si sta progressivamente sgretolando sotto il peso di politiche economiche e fiscali inconsistenti.

Un’Analisi Legale e Costituzionale: I Dubbi sulla Legittimità delle Scelte del Governo

Il 2025 ha visto la Corte Costituzionale pronunciarsi sulla legittimità del meccanismo di raffreddamento della rivalutazione per fasce di reddito, previsto dalla Legge di Bilancio 2023, giudicando legittima la riduzione dei meccanismi di adeguamento. Questo segna la terza volta in undici anni che la Corte esprime parere favorevole, pur riconoscendo la necessità di un intervento correttivo per evitare che il danno diventi strutturale. Nonostante ciò, il Tribunale di Trento ha recentemente rinviato alla Corte Costituzionale una valutazione sulla legittimità del meccanismo di perequazione automatica applicato nelle Leggi di Bilancio 2023 e 2024, aprendo nuovamente il dibattito sulla correttezza e costituzionalità della misura.

Previdenza
Commenti
BM
Bruno Di Martino
Fare sempre cassa sulle pensioni ormai è diventata una tragica ed insopportabile consuetudine . La risposta della Corte su una così palese violazione è opinabile
Rispondi
06/10/2025 07:20
GR
Giuseppe Giovanni Ruberto
Peggio del governo c'è solo l'enpam
Rispondi
22/09/2025 10:46
1 Risposte
LS
Luigi Massimino Sena
La Corte costituzionale nella prima stesura scrisse che il provvedimento doveva essere delimitato nl tempo. Reiterando il parere si comporta in modo anticostituzionale. In Italia tutto diventa permanente.
Rispondi
22/09/2025 09:22
LS
Luigi Massimino Sena
Con il ricongiungimento degli studi e il servizio prestato ho pagato contributi per 54 anni. E avendolo fatto in tritardo, quando il mio stipendio era più cositente, ho pagato
Rispondi
22/09/2025 09:18
?
L'immagine che l'attuale governo vuole darci dell'Italia (continua crescita, va tutto bene) e' assolutamente falsa e demagogica. Le nostre pensioni sono uno degli effetti. E andra' sempre peggio.
Rispondi
22/09/2025 08:55
2 Risposte

I Correlati

Pensioni 2026, da gennaio arrivano gli aumenti dovuti all'inflazione: ecco le simulazioni
Previdenza
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Enpam, prorogata al 4 settembre la scadenza del modello D 2026
Previdenza
Enpam, prorogata al 4 settembre la scadenza del modello D 2026
Il Cda dell'Enpam rinvia dal 31 luglio al 4 settembre il termine per dichiarare i redditi libero-professionali del 2025. Invariata la scadenza del 31 ottobre per il versamento della Quota B.
Nessuno sconto fiscale per la residenza in Sardegna
Previdenza
Nessuno sconto fiscale per la residenza in Sardegna
La Fondazione ENPAM ha respinto la richiesta di azzerare le trattenute fiscali sulla pensione di un medico.
L’andamento degli iscritti all’ENPAM e della spesa pensionistica
Previdenza
L’andamento degli iscritti all’ENPAM e della spesa pensionistica
L’ultimo bilancio consuntivo ENPAM 2025 propone interessanti considerazioni sull’andamento degli iscritti alla Fondazione e sulla spesa pensionistica.
Enpam, oltre 1,1 miliardi di guadagni da Intesa e Banco Bpm: crescono le risorse a sostegno delle pensioni
Previdenza
Enpam, oltre 1,1 miliardi di guadagni da Intesa e Banco Bpm: crescono le risorse a sostegno delle pensioni
L'ente previdenziale dei medici e degli odontoiatri comunica risultati positivi dagli investimenti bancari. Oliveti: "Gestione prudente e di lungo periodo".

Siamo oltre 150.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.

Lorem Ipsum dolor sit amet faucibus in tincidunt.

Lorem Ipsum dolor sit amet

Lorem Ipsum dolor sit amet consectetur.