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SIMIT, prevenzione e piano pandemico, l’Italia si prepara alla prossima sfida sanitaria: focus sui pazienti fragili e anziani

Andreoni: “Il nuovo Piano Pandemico prevede non solo misure di contenimento e una rete nazionale per diagnosi tempestive e ricoveri, ma anche la disponibilità di farmaci antivirali in grado di bloccare la circolazione del virus fin dalle prime fasi”
Infettivologia

L’invecchiamento della popolazione e la prevenzione delle patologie infettive rappresentano una delle principali sfide sanitarie. In Italia gli over 65 sono oltre 15 milioni e, secondo le proiezioni, nel 2050 saranno tre volte più numerosi dei giovani sotto i 15 anni. Come garantire una presa in carico efficace e sostenibile di una popolazione sempre più anziana e fragile è stato oggetto di riflessione del quarto appuntamento dell’anno de "La Sanità che vorrei...", la progettualità promossa dalla SIMIT per il quarto anno consecutivo. L’incontro "Pazienti fragili: prevenzione e presa in carico per i soggetti anziani e con comorbosità. Piano Pandemico: strategie e operatività per un’efficace prevenzione", organizzato da Aristea International, si è tenuto al Ministero della Salute con la partecipazione di numerose società scientifiche (AIP, AISF, ANASTE, ASGG, SID, SIMG, SIGG, SIGOT, SIT), rappresentanti delle istituzioni nazionali e delle Regioni, associazioni di pazienti, rappresentanze della società civile e delle imprese.

PREVENIRE LE INFEZIONI, PROTEGGERE I PIÙ FRAGILI – L’incontro si è aperto con gli interventi del Prof. Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT e membro del Consiglio Superiore di Sanità, e del Prof. Claudio Mastroianni, Past President SIMIT, moderati dal giornalista scientifico Daniel Della Seta.

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"Gli anziani e i pazienti con comorbidità sono oggi i più esposti a complicanze infettive gravi, che spesso conducono a ospedalizzazioni evitabili – ha sottolineato il Prof. Claudio MastroianniUna risposta concreta passa da campagne vaccinali mirate contro influenza, COVID-19, Herpes Zoster, Virus Respiratorio Sinciziale, Pneumococco e Meningococco, rese oggi possibili grazie a vaccini moderni, la cui efficacia e sicurezza è stata dimostrata da diversi studi. Proprio la prevenzione, infatti, costituisce la prima arma per ridurre l’impatto delle infezioni nei pazienti fragili. Occorre pertanto favorire l’accesso ai vaccini e sviluppare percorsi di presa in carico territoriale integrati, capaci di intercettare precocemente la fragilità e le comorbidità che aumentano il rischio infettivo".

IL PIANO PANDEMICO 2025-2029: UN PASSO AVANTI PER LA SICUREZZA SANITARIA - L’incontro è stato anche occasione per un aggiornamento sulle strategie del nuovo Piano Pandemico Nazionale 2025-2029, di prossima emanazione, che recepisce le lezioni della recente pandemia e introduce importanti innovazioni.

"Il nuovo Piano Pandemico rappresenta un passo avanti decisivo – spiega il Prof. Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT e membro del Consiglio Superiore di Sanità – Prevede non solo misure di contenimento e una rete nazionale per diagnosi tempestive e ricoveri, ma anche la disponibilità di farmaci antivirali in grado di bloccare la circolazione del virus fin dalle prime fasi di una possibile epidemia. In attesa del vaccino pandemico, l’impiego tempestivo di antivirali potrà ridurre significativamente la diffusione del patogeno e proteggere la popolazione più vulnerabile". 

UN MODELLO DI SANITÀ CONDIVISO E MULTIDISCIPLINARE - L’obiettivo comune è stato identificato in una nuova cultura della prevenzione, capace di integrare territorio, ospedale e comunità, favorendo la diffusione di modelli assistenziali innovativi e sostenibili. È uno dei punti che hanno animato la tavola rotonda istituzionale "Demografia, società e sanità: le politiche da adottare in un Paese sempre più vecchio. L’importanza della sanità territoriale: il ruolo delle farmacie". I senatori Daniele Manca, della 5ª Commissione, Bilancio, e Orfeo Mazzella, 10ª Commissione, Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, i deputati della XII Commissione della Camera (Affari Sociali) Gian Antonio Girelli e Simona Loizzo hanno ribadito l’impegno nel rafforzamento della sanità territoriale. Roberto Ieraci della Regione Lazio ha condiviso il modello della propria realtà locale in tema di prevenzione.

UN MODELLO SANITARIO SEMPRE PIÙ PERSONALIZZATO – La sessione scientifica "Prevenzione, stili di vita, comorbidità e Valutazione Multidimensionale: strategie personalizzate per il paziente fragile. L’attenzione per le malattie autoimmuni come la Colangite Biliare Primitiva" ha messo in luce l’approccio su misura che il progresso scientifico consente e che deve essere guidato dalle autorità sanitarie.

Un ruolo centrale nella presa in carico del paziente anziano è svolto dalla Valutazione Multidimensionale (VMD), lo strumento che consente di analizzare in modo integrato gli aspetti clinici, psicologici, funzionali e sociali per definire percorsi di cura personalizzati e sostenibili. Le Linee Guida nazionali elaborate da SIMG e SIGOT con il supporto dell’Istituto Superiore di Sanità rappresentano un punto di svolta. In questo contesto si inserisce il Progetto RADAR, promosso dalla SIMG, che, come ha spiegato Renato Fanelli, Area Progettuale Fragilità SIMG e Coordinatore Nazionale per le Cure Palliative, mira a sviluppare un modello di governance delle cure per la popolazione fragile attraverso la stratificazione del rischio, la pianificazione di interventi mirati e la formazione di Medici di Medicina Generale esperti nella "Medicina della Complessità". 

Sulla presa in carico del paziente anziano sono intervenuti anche Luca Cipriani, Vicepresidente SIGOT, il Prof. Diego De Leo, Presidente AIP, il Prof. Graziano Onder, Consigliere SIGG, Carlo Renzini, Presidente ASGG.

Le fragilità derivanti dalle principali malattie croniche che affliggono prevalentemente la popolazione anziana, ossia diabete, patologie cardiovascolari e oncologiche, sono state affrontate dal Prof. Ernesto Maddaloni, Segretario Nazionale SID e dal Prof. Massimo Massetti, Direttore Area Cardiovascolare e Cardiochirurgia, Fondazione IRCCS Policlinico Gemelli. Il Prof. Umberto Vespasiani Gentilucci, membro Comitato Coordinatore AISF, si è soffermato sulla nuova epidemiologia delle epatopatie, sempre più legate all’aspetto metabolico e all’alcol rispetto alle epatiti virali, senza dimenticare le malattie rare e autoimmuni del fegato come la colangite biliare primitiva (PBC), che può portare a cirrosi ed epatocarcinoma, richiedendo quindi uno sforzo nella diagnosi e nella ricerca per trattamenti innovativi.

Le opportunità messe a disposizione della tecnologia e le incognite dell’Intelligenza Artificiale sono state oggetto della riflessione di Marino D’Angelo, Coordinatore Commissione Nazionale SIT.

LA SANITÀ TERRITORIALE NEL FUTURO DEL SSN – Ad arricchire la giornata il talk show "La dignità delle cure tra ipotesi e realtà in un paese sempre più vecchio, stanco e malato. La riforma territoriale del SSN" che ha spaziato dalla realtà di una sanità territoriale il cui rafforzamento è visto sempre più come un’esigenza del SSN alle esigenze della popolazione anziana rappresentata dalle associazioni di riferimento, passando per gli aspetti morali che devono contraddistinguere questo approccio. Sono intervenuti Sebastiano Capurso, Presidente ANASTE; Maria Stella Giorlandino, Presidente Confapi Lazio; il Prof. Mauro Cozzoli, Professore Emerito di Teologia Morale, Pontificia Università Lateranense; Francesco Macchia, Direttore di Happy Ageing - Alleanza per l’Invecchiamento Attivo; Eleonora Selvi, Presidente Fondazione Longevitas. Le conclusioni sono state della Prof.ssa Cristina Mussini, Vicepresidente SIMIT.

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