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Saggio di interesse legale: nel 2026 scende ancora

Previdenza

Archiviata definitivamente la fase pandemica e assorbiti nelle dinamiche economiche gli effetti delle guerre in corso, inflazione e indicatori collegati stanno tornando su livelli più vicini a quelli pre-crisi. In questo contesto arriva un ulteriore segnale di normalizzazione per l’Italia: la nuova riduzione del saggio di interesse legale. Con il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 10 dicembre 2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 289 del 13 dicembre 2025, il tasso previsto dall’articolo 1284, primo comma, del Codice civile è stato fissato all’1,60% annuo, in calo rispetto al precedente 2,00%, con effetto dal 1° gennaio 2026.

La normativa stabilisce che il Ministero dell’Economia e delle Finanze possa aggiornare il saggio degli interessi legali tenendo conto del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato con durata non superiore ai dodici mesi e del tasso di inflazione registrato nell’anno di riferimento.

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Sul piano previdenziale, questa ulteriore riduzione produce diversi effetti. In primo luogo, si assiste a un nuovo abbattimento – dopo quelli degli ultimi due anni – dei costi dei riscatti previdenziali (anni di laurea, specializzazioni e simili) quando il pagamento avviene in forma rateale. Per l’Inps, infatti, la maggiorazione applicata al costo del riscatto in caso di dilazione è legata al tasso legale vigente al momento della presentazione della domanda. Ne consegue che, per le istanze inoltrate nel 2026, il pagamento rateizzato risulta ancora più conveniente.

Il beneficio è ancora più evidente per gli iscritti all’Enpam. I regolamenti dei Fondi prevedono che, in caso di versamento rateale, il contributo di riscatto sia maggiorato dell’interesse legale pro tempore vigente. La variazione del saggio comporta quindi una revisione del piano di ammortamento, limitatamente al capitale residuo e al numero di rate ancora da versare. In concreto, gli iscritti con un riscatto già in corso noteranno che la rata in scadenza a giugno (i versamenti sono semestrali) sarà sensibilmente più bassa rispetto a quella del 31 dicembre 2025. Il nuovo importo resterà invariato fino alla conclusione del piano, salvo ulteriori modifiche future del tasso legale.

Per tutti gli enti previdenziali resta comunque opportuno valutare attentamente la modalità di pagamento più conveniente: saldare l’importo in un’unica soluzione o in poche rate, evitando il costo degli interessi, oppure estendere il piano di ammortamento, sfruttando il vantaggio fiscale dei pagamenti diluiti, che incidono su aliquote marginali più elevate e consentono di massimizzare i benefici della deducibilità.

Nel 2026, grazie al nuovo calo del saggio di interesse legale, diminuisce anche il costo delle sanzioni contributive versate a rate, così come quello della contribuzione ordinaria rateizzata, prevista per la Quota B. Non si registrano invece effetti sulle rate relative all’onere della ricongiunzione contributiva, sia per l’Inps sia per l’Enpam, che restano immutate nel tempo.

La riduzione del tasso legale ha ripercussioni anche di natura fiscale. Un esempio riguarda il ravvedimento operoso: in questo caso, infatti, è proprio il saggio di interesse legale a essere utilizzato per il calcolo degli interessi dovuti, che devono essere conteggiati su base giornaliera, tenendo conto delle eventuali variazioni del tasso nei diversi periodi.

Esiste infine un possibile effetto negativo, seppur marginale: gli enti previdenziali ridurranno gli importi riconosciuti a iscritti e pensionati nei rari casi in cui siano tenuti a corrispondere interessi per ritardato pagamento, ad esempio a seguito di una sentenza o di una formale messa in mora.

Per quanto riguarda l’Inps, la diminuzione del tasso legale incide anche sul calcolo delle somme aggiuntive dovute in caso di omesso o tardivo versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, nei pochissimi casi – che riguardano prevalentemente i datori di lavoro e solo marginalmente i medici – in cui le sanzioni vengono ridotte alla misura dell’interesse legale.

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