
Dal 16 marzo un percorso formativo avanzato per creare nuove competenze tra biomedicina, dati e supercomputer.
Prenderà il via il 16 marzo Health HPC: Biomedicina Computazionale, un corso di formazione avanzata della durata di sei mesi progettato per formare nuove figure professionali in grado di inserirsi nel (nuovo)crocevia tra medicina, biologia e informatica. Il percorso è sviluppato dalla Fondazione ICSC – Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing – insieme alla Fondazione DARE.
Che cos’è Health HPC e a chi si rivolge
Il corso nasce per rispondere a una sempre più crescente esigenza del mondo della ricerca e della sanità: riuscire a trasformare l’enorme mole di dati prodotti oggi in ambito biomedico in strumenti adatti alla ricerca, lo sviluppo di terapie innovative e l’avanzamento dei processi di cura. È rivolto a profili interessati a operare in un settore forse non più pionieristico ma sicuramente di frontiera dove competenze cliniche, biologiche e informatiche devono dialogare in modo strutturato.
I contenuti: dalla medicina in silico ai big data sanitari
Il programma affronta quindi la gestione dei dati sanitari e i metodi di acquisizione, con particolare attenzione al significato biologico di questi. Il percorso è articolato in moduli propedeutici e trasversali, affiancati da moduli specialistici, con l’obiettivo di potenziare competenze avanzate nella biomedicina computazionale e nell’analisi dei dati complessi.
Formazione ibrida e accesso alle risorse di supercalcolo
Health HPC è erogato in lingua italiana e in modalità ibrida, alternando lezioni teoriche e sessioni pratiche. Gli studenti potranno accedere a risorse di supercalcolo per l’esecuzione di workflow dedicati alla gestione e all’analisi dei dati sanitari, confrontandosi direttamente con ricercatori, scienziati e tecnologi attivi negli ecosistemi di ICSC e DARE.
Dati sanitari e regole: il contesto normativo
Un elemento qualificante del corso è l’attenzione alle normative che regolano l’utilizzo, la protezione e lo sfruttamento dei dati sanitari. Accanto alle competenze tecniche, il percorso mira a fornire conoscenze operative su aspetti regolatori e di governance dei dati, sempre più centrali per l’applicazione reale dell’innovazione in sanità.
Competenze spendibili nel mondo del lavoro
L’obiettivo dichiarato è quello di formare professionisti in grado di tradurre l’innovazione tecnologica in benefici concreti per la salute, con competenze utilizzabili sia nella ricerca pubblica sia in ambito industriale e clinico. Al termine del percorso è prevista una valutazione finale delle competenze acquisite.
Oltre il corso: perché questa notizia conta per la sanità
Al di là dell’annuncio formativo, Health HPC intercetta un problema strutturale del sistema sanitario e della ricerca italiana: la carenza di competenze ibride capaci di governare dati, tecnologie avanzate e bisogni clinici. In un contesto in cui l’innovazione passa sempre più dalla capacità di analizzare informazioni complesse, investire in formazione significa incidere sulla competitività del sistema, sull’attrattività degli investimenti e, nel medio periodo, sulla capacità del Servizio sanitario nazionale di evolvere.
Non è una risposta immediata alle criticità quotidiane della sanità, ma un tassello importante nel mosaico del sistema sanità: senza figure adeguatamente formate, supercomputer e big data rischiano di restare infrastrutture sottoutilizzate. È anche su questo piano, meno visibile ma decisivo, che si gioca una parte del futuro della sanità.
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