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Assistenza domiciliare, target Pnrr centrato ma restano divari territoriali

Nel 2024 l’Adi ha preso in carico 1,54 milioni di over 65, superando il target Pnrr. Uilp: qualità disomogenea e fondi strutturali dopo il 2026.
Salute

Nel 2024 le persone over 65 prese in carico dall’Assistenza domiciliare integrata (Adi) sono state 1.546.443, pari al 10,8% della popolazione anziana. Il dato supera di circa 150mila unità il target fissato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, che prevedeva 1,4 milioni di assistiti. L’obiettivo quantitativo è stato centrato, ma secondo la Uil Pensionati restano criticità rilevanti sulla qualità dei servizi e forti disuguaglianze territoriali.

I numeri del monitoraggio

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Il monitoraggio della Uilp, basato sui dati Agenas relativi al 2024, evidenzia come 13 regioni superino la soglia del 10% di over 65 presi in carico, mentre 8 restano al di sotto della media nazionale.

Tra le realtà più performanti figurano il Piemonte (14,2%), l’Umbria (12,6%), la Basilicata (12,1%), il Veneto (11,7%) e l’Emilia Romagna (11,4%). Sul versante opposto, la Sardegna si attesta al 6,4%, la Valle d’Aosta al 9,2%, la Provincia autonoma di Bolzano e la Calabria al 9,7%, la Liguria al 9,8%.

La copertura numerica, dunque, non elimina le differenze territoriali.

Qualità e integrazione sociosanitaria

"Non possiamo più accettare che l'accesso e la qualità dell'assistenza dipendano dal luogo di residenza", afferma il segretario generale della Uil Pensionati, Carmelo Barbagallo.

Secondo il sindacato dei pensionati, è necessario superare la separazione tra sanità e sociale, rafforzando l’integrazione tra l’Adi erogata dalle Asl e i servizi di assistenza domiciliare dei Comuni, a partire dal potenziamento dei distretti.

Il punto non è solo quanti anziani vengano presi in carico, ma con quale intensità assistenziale, continuità e coordinamento tra servizi sanitari e sociali.

Dopo il Pnrr, il tema delle risorse

Resta aperta la questione della sostenibilità finanziaria. A partire da settembre verranno meno le risorse straordinarie del Pnrr destinate al rafforzamento dell’assistenza territoriale.

"Occorre individuare al più presto finanziamenti strutturali per garantire la prosecuzione dell’assistenza domiciliare integrata e tutelare il diritto alla cura delle persone anziane", sottolinea la Uilp.

Il raggiungimento del target numerico rappresenta un passaggio importante, ma la sfida ora si sposta sulla qualità dei servizi e sulla capacità di rendere strutturale un modello che, finora, ha beneficiato di finanziamenti straordinari.

Un indicatore della tenuta del welfare territoriale

L’andamento dell’assistenza domiciliare integrata non riguarda solo un segmento della sanità, ma rappresenta un indicatore della tenuta complessiva del welfare territoriale. L’Adi si colloca infatti al confine tra servizi sanitari e servizi sociali, coinvolgendo Asl, Comuni, distretti e reti familiari.

Le differenze regionali, la qualità disomogenea dei servizi e l’incertezza sulle risorse strutturali dopo il Pnrr richiamano dinamiche già osservate in altri ambiti, dalle liste d’attesa all’accesso alle prestazioni specialistiche. Non si tratta di criticità isolate, ma di segnali che riguardano l’integrazione tra livelli di governo, la continuità dei finanziamenti e la capacità del sistema di trasformare interventi straordinari in politiche stabili.

In questo senso, l’assistenza domiciliare diventa una cartina di tornasole della sostenibilità e dell’equità dell’intero modello di welfare.

Salute
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