
Uno studio svedese collega l’esposizione fetale elevata alle “sostanze chimiche eterne” a un aumento significativo dei casi di asma in età pediatrica
Il contatto con alti livelli di Pfas già durante la vita fetale può lasciare un’impronta duratura sulla salute respiratoria. Secondo un ampio studio condotto in Svezia, i bambini le cui madri sono entrate in contatto con livelli molto elevati di queste sostanze in gravidanza hanno una probabilità nettamente maggiore di sviluppare asma nel corso della vita.
Lo studio
La ricerca, coordinata dalla Lund University e pubblicata su Plos Medicine, ha analizzato i dati di 11.488 bambini e mostra che l’esposizione prenatale elevata ai Pfas è associata a un aumento del 44% del rischio di asma. In pratica, circa un bambino su quattro tra quelli fortemente esposti (26,7%) ha sviluppato la malattia, contro il 16,1% dei bambini non esposti.
Cosa sono i Pfas e perché destano preoccupazione
I Pfas (poli- e per-fluoroalchili) sono un vasto gruppo di composti sintetici utilizzati da oltre cinquant’anni per rendere i materiali resistenti all’acqua, al grasso e alle alte temperature. Sono presenti in numerosi oggetti di uso quotidiano, come tessuti, pentole, cosmetici, vernici e imballaggi. La loro struttura chimica li rende estremamente persistenti nell’ambiente e nell’organismo umano, tanto da aver guadagnato il soprannome di "sostanze chimiche eterne". Proprio questa caratteristica è alla base delle crescenti preoccupazioni sugli effetti a lungo termine sulla salute.
Il caso Ronneby
Il punto di forza dello studio svedese è l’analisi di una popolazione con un’esposizione particolarmente elevata e ben tracciabile. I bambini coinvolti provenivano in larga parte dalla cittadina di Ronneby, dove l’acqua potabile è risultata contaminata da Pfas rilasciati nell’ambiente attraverso le schiume antincendio AFFF (Aqueous Film Forming Foam). Questa circostanza ha permesso ai ricercatori di distinguere in modo netto tra esposizioni basse e molto alte, riducendo le incertezze che avevano caratterizzato studi precedenti condotti su popolazioni generiche.
Perché solo alte dosi fanno la differenza
Un dato particolarmente rilevante riguarda il livello di esposizione. L’aumento del rischio di asma, spiegano gli autori, non è stato osservato nei bambini esposti a concentrazioni più basse di Pfas. "Abbiamo scoperto che i bambini le cui madri sono state esposte a livelli molto elevati di Pfas durante la gravidanza avevano un’incidenza molto più alta di asma clinicamente diagnosticata – afferma la prima firmataria dello studio, Annelise J. Blomberg – La stessa associazione non è stata invece riscontrata a livelli di esposizione inferiori, un elemento che potrebbe spiegare perché studi precedenti abbiano fornito risultati contrastanti".
Implicazioni per la salute pubblica
Oltre a rafforzare il legame tra esposizione prenatale ai Pfas e patologie respiratorie, lo studio riaccende l’attenzione sui rischi sanitari legati alle schiume antincendio AFFF, il cui utilizzo è già sottoposto a restrizioni nell’Unione europea. Secondo i ricercatori, i risultati confermano la necessità di politiche più stringenti per limitare l’esposizione a queste sostanze, in particolare nei contesti ambientali che possono coinvolgere donne in gravidanza e bambini, le fasce più vulnerabili agli effetti a lungo termine di queste sostanze.
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