Canali Minisiti ECM

Apnee del sonno e patente, ma l’ingresso nei Lea apre una questione più ampia

Salute Redazione DottNet | 25/02/2026 16:33

Apnee del sonno: richiesta di semplificare le procedure per la patente e annuncio dell’inserimento nei Lea. La sfida riguarda diagnosi, presa in carico e sostenibilità.

Riconoscere le apnee del sonno come patologia cronica e aprire un tavolo interministeriale tra ministero della Salute e ministero dei Trasporti per semplificare e uniformare le procedure per il rilascio o il rinnovo della patente. È quanto emerso durante l’incontro "Apnee del sonno: idoneità alla guida e Lea, criticità normative e prospettive di riforma", organizzato alla Camera su iniziativa della deputata Maria Carolina Varchi.

Secondo l’associazione Apnoici italiani Aps, in Italia soffrirebbero di apnee notturne "circa 4 milioni e mezzo di persone". I "costi diretti e indiretti stimati dal ministero della Salute nel 2016 sono pari a 2,9 miliardi, ma crediamo che siano il doppio attualmente", ha dichiarato il presidente Luca Roberti, aggiungendo che "sarebbe utile una stima aggiornata da parte del ministero".

pubblicità

Le criticità sulle Commissioni mediche locali

Riguardo al rinnovo delle patenti, l’associazione ha evidenziato che molti pazienti vengono inviati automaticamente alle Commissioni mediche locali anche quando compensati e senza sonnolenza residua. Questo comporterebbe "disparità applicative sul territorio", "aggravio di costi e tempi per cittadini e Ssn", "richieste inappropriate di esami già documentati" e, in alcuni casi, limitazioni non previste dalla normativa.

Secondo quanto sostenuto durante l’incontro, si determinerebbe una possibile disparità rispetto ad altre patologie croniche compensate. La richiesta è quella di individuare soluzioni che tengano insieme sicurezza stradale e tutela dei diritti dei pazienti.

L’annuncio sull’aggiornamento dei Lea

Nel corso dell’iniziativa è intervenuto anche Luciano Ciocchetti, vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera, che ha dichiarato che nell’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza attualmente in definizione "sarà inserita la patologia delle apnee del sonno".

"L’obiettivo è garantire in tutte le regioni allo stesso modo diagnosi precoce, presa in carico e assistenza dei pazienti e abbattere poi le liste di attesa", ha affermato Ciocchetti.

L’eventuale inserimento nei Lea, tuttavia, non è un passaggio puramente formale.

Diagnosi strumentale e capacità organizzativa

Le apnee ostruttive del sonno non si diagnosticano sulla base del solo sospetto clinico. È necessario un esame strumentale, generalmente una polisonnografia completa o una poligrafia cardiorespiratoria domiciliare, che consente di misurare l’indice di apnea-ipopnea e definire la gravità del disturbo.

Questo implica disponibilità di centri attrezzati, personale formato, tempi di attesa compatibili e percorsi strutturati di presa in carico. Alla diagnosi deve seguire l’accesso ai dispositivi terapeutici – come la ventilazione a pressione positiva (CPAP) – e un monitoraggio nel tempo.

Se la platea potenziale è di milioni di persone, l’inserimento nei Lea richiede una valutazione attenta della capacità del sistema di assorbire la domanda senza generare ritardi o differenze territoriali marcate.

La patente è l’aspetto visibile, la presa in carico è la sfida reale

La semplificazione delle procedure per il rinnovo della patente risponde a un’esigenza concreta e immediata per molti cittadini. Tuttavia, l’idoneità alla guida rappresenta solo la manifestazione amministrativa di una questione più ampia.

Il punto centrale riguarda la diagnosi precoce, l’omogeneità dell’accesso e la sostenibilità organizzativa di una patologia cronica ad alta prevalenza e finora sottodiagnosticata.

Se l’inserimento nei Lea sarà confermato, la sfida non sarà solo normativa. Sarà soprattutto legata alla capacità del Servizio sanitario nazionale di garantire percorsi strutturati e uniformi in un contesto caratterizzato da forti differenze regionali nell’offerta e nei tempi di accesso agli esami diagnostici.

Commenti

I Correlati

In vista della Giornata Mondiale delle Malattie Rare, SIR e UNIAMO chiedono formazione diffusa, percorsi più fluidi per farmaci orfani e migliore integrazione tra territorio e centri di riferimento.

Al convegno sul rapporto “Il razionamento sanitario in Italia” emergono sette proposte: rafforzare LEA e territorio, ma anche strumenti integrativi in un contesto di vincoli finanziari.

Razionamento sanitario, equità e LEA

Ricerca | Redazione DottNet | 23/02/2026 15:25

Al convegno di presentazione del primo rapporto sul razionamento sanitario, Schillaci e Mennini richiamano il ruolo dei LEA contro le disuguaglianze.

Screening neonatale e genomica aprono nuove prospettive per le malattie rare. SIN e UNIAMO chiedono una regia nazionale e uniformità nei LEA.

Ti potrebbero interessare

Nel 2024 l’Adi ha preso in carico 1,54 milioni di over 65, superando il target Pnrr. Uilp: qualità disomogenea e fondi strutturali dopo il 2026.