
Riconoscere le apnee del sonno come patologia cronica e aprire un tavolo interministeriale tra ministero della Salute e ministero dei Trasporti per semplificare e uniformare le procedure per il rilascio o il rinnovo della patente. È quanto emerso durante l’incontro "Apnee del sonno: idoneità alla guida e Lea, criticità normative e prospettive di riforma", organizzato alla Camera su iniziativa della deputata Maria Carolina Varchi.
Secondo l’associazione Apnoici italiani Aps, in Italia soffrirebbero di apnee notturne "circa 4 milioni e mezzo di persone". I "costi diretti e indiretti stimati dal ministero della Salute nel 2016 sono pari a 2,9 miliardi, ma crediamo che siano il doppio attualmente", ha dichiarato il presidente Luca Roberti, aggiungendo che "sarebbe utile una stima aggiornata da parte del ministero".
Le criticità sulle Commissioni mediche locali
Riguardo al rinnovo delle patenti, l’associazione ha evidenziato che molti pazienti vengono inviati automaticamente alle Commissioni mediche locali anche quando compensati e senza sonnolenza residua. Questo comporterebbe "disparità applicative sul territorio", "aggravio di costi e tempi per cittadini e Ssn", "richieste inappropriate di esami già documentati" e, in alcuni casi, limitazioni non previste dalla normativa.
Secondo quanto sostenuto durante l’incontro, si determinerebbe una possibile disparità rispetto ad altre patologie croniche compensate. La richiesta è quella di individuare soluzioni che tengano insieme sicurezza stradale e tutela dei diritti dei pazienti.
L’annuncio sull’aggiornamento dei Lea
Nel corso dell’iniziativa è intervenuto anche Luciano Ciocchetti, vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera, che ha dichiarato che nell’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza attualmente in definizione "sarà inserita la patologia delle apnee del sonno".
"L’obiettivo è garantire in tutte le regioni allo stesso modo diagnosi precoce, presa in carico e assistenza dei pazienti e abbattere poi le liste di attesa", ha affermato Ciocchetti.
L’eventuale inserimento nei Lea, tuttavia, non è un passaggio puramente formale.
Diagnosi strumentale e capacità organizzativa
Le apnee ostruttive del sonno non si diagnosticano sulla base del solo sospetto clinico. È necessario un esame strumentale, generalmente una polisonnografia completa o una poligrafia cardiorespiratoria domiciliare, che consente di misurare l’indice di apnea-ipopnea e definire la gravità del disturbo.
Questo implica disponibilità di centri attrezzati, personale formato, tempi di attesa compatibili e percorsi strutturati di presa in carico. Alla diagnosi deve seguire l’accesso ai dispositivi terapeutici – come la ventilazione a pressione positiva (CPAP) – e un monitoraggio nel tempo.
Se la platea potenziale è di milioni di persone, l’inserimento nei Lea richiede una valutazione attenta della capacità del sistema di assorbire la domanda senza generare ritardi o differenze territoriali marcate.
La patente è l’aspetto visibile, la presa in carico è la sfida reale
La semplificazione delle procedure per il rinnovo della patente risponde a un’esigenza concreta e immediata per molti cittadini. Tuttavia, l’idoneità alla guida rappresenta solo la manifestazione amministrativa di una questione più ampia.
Il punto centrale riguarda la diagnosi precoce, l’omogeneità dell’accesso e la sostenibilità organizzativa di una patologia cronica ad alta prevalenza e finora sottodiagnosticata.
Se l’inserimento nei Lea sarà confermato, la sfida non sarà solo normativa. Sarà soprattutto legata alla capacità del Servizio sanitario nazionale di garantire percorsi strutturati e uniformi in un contesto caratterizzato da forti differenze regionali nell’offerta e nei tempi di accesso agli esami diagnostici.




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