
In Italia circa 7 milioni di persone convivono con una perdita uditiva. Il ruolo chiave dei Tecnici audiometristi tra screening, diagnosi e innovazione.
Prevenire, individuare precocemente e gestire i disturbi dell’udito sono le tre direttrici al centro della World Hearing Day, promossa ogni 3 marzo dall’Organizzazione mondiale della sanità per richiamare l’attenzione sulla salute uditiva.
La perdita dell’udito rappresenta una delle condizioni croniche più diffuse a livello globale. Secondo il World Report on Hearing (2021), oltre 1,5 miliardi di persone nel mondo convivono con una riduzione della capacità uditiva; di queste, 430 milioni presentano una forma invalidante. Le proiezioni indicano che entro il 2050 le persone con ipoacusia invalidante potrebbero superare i 700 milioni.
In Italia si stimano circa 7 milioni di persone con ipoacusia, una condizione che non incide solo sulla percezione dei suoni, ma ha ripercussioni su relazioni sociali, partecipazione lavorativa e benessere psicologico.
Ipoacusia e impatto lungo l’arco della vita
La perdita uditiva può manifestarsi fin dalla nascita. Nei Paesi industrializzati, circa 1-2 neonati su 1.000 presentano una sordità permanente congenita; la prevalenza aumenta progressivamente con l’età. Le forme gravi o profonde, meno correggibili con protesi acustiche tradizionali e talvolta trattabili con impianto cocleare, rappresentano una quota significativa dei casi a maggiore impatto sociale.
L’identificazione tempestiva di un deficit uditivo consente di:
Il ruolo del Tecnico audiometrista
A sottolineare l’importanza della diagnosi precoce è la Commissione di albo nazionale dei Tecnici audiometristi della FNO TSRM e PSTRP.
Il Tecnico audiometrista è il professionista sanitario specializzato nell’esecuzione di esami audiometrici e vestibolari per la valutazione dell’apparato uditivo e dell’equilibrio. Opera in collaborazione con otorinolaringoiatri, audiologi, logopedisti e tecnici audioprotesisti, contribuendo alla definizione del quadro clinico attraverso test quali:
L’accuratezza tecnica e la corretta interpretazione dei dati strumentali consentono di orientare il medico verso il trattamento più appropriato: protesizzazione acustica, interventi chirurgici o percorsi riabilitativi.
Prevenzione e contrasto allo stigma
L’attività del Tecnico audiometrista non si limita alla fase diagnostica. Sempre più frequentemente è coinvolto in programmi di screening sul territorio, iniziative di educazione sanitaria e campagne informative.
La diffusione di comportamenti a rischio – esposizione prolungata a rumori intensi, utilizzo di cuffie ad alto volume, mancata protezione in ambito lavorativo – rende cruciale promuovere pratiche di ascolto sicuro. L’ipoacusia da rumore resta infatti una delle principali malattie professionali.
Parallelamente, è necessario superare barriere culturali ed emotive che spesso ritardano il ricorso agli accertamenti, contribuendo a fenomeni di isolamento e marginalizzazione.
Innovazione tecnologica e formazione
Il 2026 si colloca in una fase di forte evoluzione tecnologica in ambito audiologico: strumentazioni digitali avanzate, tele-audiologia e applicazioni di intelligenza artificiale stanno modificando modalità e tempi della diagnosi.
Per esercitare la professione in Italia è richiesto un percorso universitario specifico e l’iscrizione all’albo presso gli Ordini TSRM e PSTRP. L’aggiornamento continuo rappresenta un obbligo deontologico per garantire standard elevati di qualità e sicurezza.
Salute uditiva come diritto e responsabilità collettiva
La salute dell’udito è un elemento essenziale della qualità della vita. Ogni screening, ogni esame audiometrico e ogni intervento di prevenzione contribuiscono a promuovere inclusione sociale, comunicazione efficace e partecipazione attiva alla vita comunitaria.
La Giornata mondiale dell’udito offre quindi l’occasione per riportare al centro del dibattito pubblico un tema spesso sottovalutato e per valorizzare una figura professionale fondamentale nel sistema sanitario.
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