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Acqua del rubinetto, scelta consapevole per salute e sostenibilità

Salute Redazione DottNet | 23/03/2026 12:06

Un documento promosso da ISDE Italia evidenzia qualità, controlli e vantaggi ambientali dell’acqua potabile rispetto al consumo diffuso di bottiglie in plastica

In vista della Giornata mondiale dell’acqua 2026, ISDE Italia, insieme a numerose società medico-scientifiche e associazioni impegnate nella prevenzione dei rischi legati all’esposizione alla plastica, ha diffuso un documento informativo dedicato al confronto tra acqua di rubinetto e acqua confezionata. L’obiettivo è fornire elementi aggiornati e basati su evidenze per orientare scelte più consapevoli sul piano sanitario e ambientale.

Il report analizza la qualità delle acque destinate al consumo umano in Italia, soffermandosi sui sistemi di monitoraggio e sulle conseguenze connesse all’elevato utilizzo di contenitori in plastica. Il lavoro, sviluppato con il contributo di specialisti in ambito medico, biologico e chimico, mette a confronto le caratteristiche delle acque distribuite attraverso la rete idrica con quelle delle acque minerali naturali, evidenziandone differenze, analogie e impatti complessivi.

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Secondo i dati riportati, l’Italia figura tra i principali consumatori globali di acqua in bottiglia, con oltre 250 litri pro capite annui e circa 15 miliardi di contenitori plastici impiegati ogni anno. Un fenomeno attribuito anche a una percezione non sempre corretta della sicurezza dell’acqua domestica e a campagne di comunicazione commerciale particolarmente efficaci.

Questo modello di consumo determina effetti rilevanti sia sull’ambiente sia sulla salute pubblica. La produzione e lo smaltimento delle bottiglie comportano infatti l’impiego di risorse fossili e contribuiscono all’accumulo di rifiuti persistenti. Parallelamente, l’esposizione a micro- e nanoplastiche, oltre che a sostanze chimiche potenzialmente dannose come alcuni interferenti endocrini, viene indicata come un possibile fattore di rischio soprattutto nelle fasi più sensibili della vita, tra cui gravidanza e prima infanzia.

Al contrario, l’acqua distribuita tramite acquedotto viene descritta come sicura e di qualità elevata. Le analisi condotte dal Centro Nazionale per la Sicurezza delle Acque dell’Istituto Superiore di Sanità su oltre 2,5 milioni di campioni mostrano una conformità ai parametri normativi superiore al 99%. Ciò la rende un’opzione sostenibile anche dal punto di vista economico.

Il documento si inserisce nella Campagna nazionale per la prevenzione dei rischi sanitari associati alla plastica, sostenuta da numerosi enti e organizzazioni professionali del settore sanitario e ambientale.

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