
Sondaggio Alt: il 44% degli italiani resta sedentario. “Nonostante l’informazione, il quadro sugli stili di vita resta critico”
Quasi tutti ne hanno sentito parlare e molti si dichiarano informati, ma quando si passa dalla consapevolezza ai comportamenti quotidiani, la distanza resta ampia. Alla vigilia della 15ª Giornata nazionale per la lotta alla trombosi, in programma il 15 aprile, il sondaggio promosso dall’Associazione per la lotta alla trombosi e alle malattie cardiovascolari (Alt) fotografa una prevenzione ancora fragile, soprattutto sul fronte dello stile di vita.
Una patologia conosciuta ma sottovalutata
Sedentarietà, sovrappeso, fumo, cattive abitudini alimentari e predisposizione genetica sono tra le principali cause della trombosi, patologia caratterizzata dalla formazione di un trombo nei vasi sanguigni che può ostacolare o bloccare il flusso del sangue, con conseguenze gravi come infarto, ictus ed embolie.
Secondo i dati del sondaggio, il 97,5% degli intervistati dichiara di aver sentito parlare di trombosi e oltre il 74% si considera abbastanza o molto informato. Tuttavia, alla conoscenza non corrisponde un’adeguata prevenzione: il 25,7% degli italiani non pratica mai attività fisica e il 44% conduce una vita dichiaratamente sedentaria.
Attività fisica e alimentazione
Il dato sulla sedentarietà appare ancora più significativo se confrontato con un altro elemento emerso dall’indagine: l’86,8% degli intervistati afferma di prestare attenzione all’alimentazione. Un’apparente contraddizione che evidenzia come la prevenzione venga spesso interpretata in modo parziale, concentrandosi su alcuni aspetti e trascurandone altri fondamentali. Eppure, è noto che l’attività fisica regolare rappresenta uno dei principali fattori protettivi contro la trombosi, in particolare per il suo ruolo nel favorire una corretta circolazione sanguigna e nel contrastare il sovrappeso.
L’informazione attraverso internet
Un altro dato rilevante riguarda le fonti di informazione sulla salute. Oltre il 68% degli intervistati si informa principalmente attraverso internet, una percentuale superiore a quella di chi si rivolge al medico di base, che si ferma a poco più del 50%. In questo contesto, il ruolo dell’Associazione Alt emerge con forza: il 67% del campione dichiara di aver visitato il sito dell’associazione, sia per cercare informazioni sia per esperienze dirette o indirette con la patologia. Il profilo prevalente degli utenti è rappresentato da donne (72,3%), residenti soprattutto nel Nord Italia (quasi il 70%), con una distribuzione abbastanza equilibrata tra le fasce d’età.
Il bisogno di informazioni semplici e accessibili
La percezione del rischio resta elevata: circa il 90% degli intervistati riconosce che la trombosi può colpire chiunque, indipendentemente dall’età o dallo stato di salute apparente. Ma emerge con forza anche una richiesta di maggiore chiarezza: il 92% chiede informazioni più semplici e accessibili sulla prevenzione. Un segnale che chiama in causa non solo le associazioni, ma anche il sistema sanitario e i professionisti della salute, chiamati a tradurre le evidenze scientifiche in messaggi comprensibili e facilmente applicabili nella vita quotidiana.
Le cause e la predisposizione
"Perché si verifichi una trombosi – spiegano gli esperti dell’Alt – sono necessari più fattori: uno squilibrio del sistema della coagulazione del sangue, una lesione dell’endotelio che riveste l’interno delle vene o delle arterie e un rallentamento della circolazione del sangue". Un aspetto centrale riguarda il ruolo della genetica. "Non si eredita la trombosi – precisano – né l’infarto o l’ictus, ma la tendenza a sviluppare queste malattie". Una distinzione fondamentale, che rafforza il messaggio secondo cui la prevenzione può e deve giocare un ruolo determinante.
Lo stile di vita, primo strumento di prevenzione
"La migliore prevenzione della trombosi è lo stile di vita", sottolineano gli esperti dell’associazione. Ciò significa mantenere un peso corporeo adeguato, seguire un’alimentazione equilibrata, praticare attività fisica in modo costante, evitare il fumo e ridurre lo stress. Accanto a questi comportamenti, viene ribadita l’importanza del monitoraggio dei principali parametri di salute: pressione arteriosa, colesterolo, trigliceridi, glicemia e diabete. Conoscenza, attenzione ai segnali premonitori e intervento sui fattori di rischio modificabili restano, ancora oggi, le armi più efficaci contro la trombosi.
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