|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Obesità infantile, non solo questione di dieta

Ecco i segnali da non sottovalutare per una diagnosi tempestiva e a misura di bambino
Obesità

Quando si parla di obesità infantile, spesso l’attenzione si concentra solo sui numeri della bilancia. Ma il peso, da solo, non racconta tutta la storia. In alcuni bambini, infatti, l’aumento di peso può essere il segnale di una condizione genetica rara, che va riconosciuta precocemente per offrire cure adeguate e un reale sostegno alla famiglia. Come sottolinea la Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (SIEDP), "guardare oltre il peso" è fondamentale per individuare tempestivamente i bambini che necessitano di un percorso di cura personalizzato.

Il "bambino florido" non è sempre un bambino sano

Un luogo comune ancora molto diffuso è che un bambino in carne sia automaticamente in salute. In realtà, un aumento di peso precoce e molto rapido può nascondere condizioni più complesse, soprattutto se compare già nei primi anni di vita. Come ricorda la SIEDP, "il bambino florido non è sempre sano" e l’obesità a esordio precoce merita sempre un’attenta valutazione clinica, evitando semplificazioni basate solo sull’aspetto fisico.

Quando la fame non si spegne

Uno dei principali campanelli d’allarme dell’obesità genetica è l’iperfagia, una fame intensa e persistente che il bambino non riesce a controllare. Secondo la definizione riportata dalla SIEDP, l’iperfagia può manifestarsi con:

  • fame intensa e prolungata;
  • difficoltà a raggiungere la sazietà;
  • sazietà che dura poco;
  • forte preoccupazione per il cibo;
  • disagio marcato se il cibo viene negato;
  • comportamenti di ricerca di cibo, come mangiare di nascosto o rubarlo.

In queste situazioni, "la fame non si calma con l’assunzione di cibo" e il bambino sembra non raggiungere mai una reale sensazione di sazietà.

Quando sospettare un’obesità di origine genetica

È importante rivolgersi al pediatra quando l’obesità presenta alcune caratteristiche specifiche, come:

  • obesità precoce e severa, definita come BMI ≥120% del 95° percentile già prima dei 5 anni;
  • fame intensa e persistente;
  • ritardo dello sviluppo motorio, del linguaggio e/o cognitivo;
  • storia familiare di obesità grave o consanguineità.

Come chiariscono gli esperti, "anche in presenza di genitori normopeso può trattarsi di obesità genetica", poiché alcune forme sono dovute a mutazioni genetiche rare, talvolta insorte spontaneamente o a trasmissione recessiva.

Non solo bilancia e BMI

Quando emerge il sospetto di obesità genetica, la valutazione non si limita al peso. Il pediatra può avviare un inquadramento più completo che comprende: 

  • anamnesi dettagliata (storia familiare, sviluppo del bambino, epoca di comparsa dell’obesità);
  • esame obiettivo completo, con valutazione di peso, altezza, BMI, pressione arteriosa, circonferenze corporee e sviluppo puberale;
  • esami ematici e ormonali;
  • ecografia addominale;
  • valutazione di possibili disfunzioni d’organo (endocrine, metaboliche, immunitarie, renali, sensoriali o neurosviluppo).

In casi selezionati, possono essere prescritti test genetici mirati, utili per confermare specifiche forme di obesità genetica e orientare il percorso di cura.

La diagnosi precoce

Dare un nome alla causa dell’obesità non ha solo un valore clinico, ma anche emotivo. Come sottolinea il documento SIEDP, "comprendere è il primo passo per offrire un sostegno concreto". Una diagnosi accurata permette di adattare le cure al singolo bambino, ridurre l’ansia e il senso di colpa dei genitori e migliorare la gestione quotidiana dei comportamenti legati al cibo.

Il pediatra e i centri specialistici

Il pediatra di base ha un ruolo centrale nel riconoscere i segnali di allarme e nell’indirizzare tempestivamente i bambini verso centri specialistici. "Ogni bambino merita un percorso di cura adeguato", ricorda la SIEDP. Una diagnosi corretta apre la strada a una rete di professionisti pronti ad accompagnare nel tempo il bambino e la sua famiglia.

Un messaggio per i genitori

Se vostro figlio mangia molto e aumenta rapidamente di peso, non si tratta sempre solo di abitudini. "Nell’iperfagia genetica la fame è intensa, persistente e non si calma con l’assunzione di cibo", chiariscono gli esperti. Parlarne con il pediatra è il primo passo. Prendersi cura del bambino significa considerarlo nella sua globalità, ascoltando i segnali del corpo e costruendo un percorso di cura su misura per lui e per la sua famiglia.

Obesità
Commenti

I Correlati

Setmelanotide, nuova prospettiva terapeutica per l’obesità ipotalamica acquisita
Ricerca
Leggimi
Ricerca
Obesità

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Obesità infantile: il danno cardiovascolare inizia presto, ma gli strumenti per individuarlo sono ancora sottoutilizzati
Obesità
Obesità infantile: il danno cardiovascolare inizia presto, ma gli strumenti per individuarlo sono ancora sottoutilizzati
L'obesità pediatrica è associata a segni precoci di danno vascolare, ma gli strumenti per identificare tempestivamente l'aterosclerosi subclinica sono ancora poco utilizzati nella pratica clinica.
Obesità, è boom tra le under 35
Obesità
Obesità, è boom tra le under 35
L'eccesso di peso negli adulti resta stabile, ma i nuovi dati Istat mostrano un'obesità in crescita tra le giovani donne e sempre più diffusa tra bambini e adolescenti
Estate e peso corporeo, le vacanze possono mettere a rischio l’equilibrio degli adolescenti
Obesità
Estate e peso corporeo, le vacanze possono mettere a rischio l’equilibrio degli adolescenti
Più social, ritmi sregolati e pressione sul corpo: così aumentano comportamenti a rischio e disagio legato all’alimentazione

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.