
L’obesità nelle fasce più giovani della popolazione può compromettere in modo significativo aspettativa e qualità di vita. A sottolinearlo è la Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (SIEDP), "guardare oltre il peso" è fondamentale per individuare tempestivamente i bambini che necessitano di un percorso di cura personalizzato. https://www.dottnet.it/articolo/32542118/obesita-infantile-non-solo-questione-di-dieta
L’allarme viene anche lanciato dalla la Società Italiana dell’Obesità (SIO), intervenuta all’European Congress on Obesity (ECO2026) di Istanbul, dove sono stati rilanciati i risultati di un ampio studio dell’Università di Lund pubblicato su eClinicalMedicine.
Secondo l’analisi, che ha coinvolto oltre 600mila persone monitorate per decenni, sviluppare obesità prima dei 30 anni aumenta del 70% il rischio di morte prematura. Un dato che, secondo gli esperti, conferma quanto l’eccesso di peso in giovane età non rappresenti una condizione temporanea, ma un potente fattore predittivo di patologie croniche cardiovascolari e metaboliche.
“L’accumulo precoce di grasso viscerale altera profondamente metabolismo e sistema cardiovascolare, favorendo la comparsa anticipata di diabete tipo 2, ipertensione e complicanze sistemiche”, ha spiegato Silvio Buscemi, presidente della SIO e professore ordinario di Nutrizione clinica all’Università di Palermo. Secondo Buscemi, la soglia dei 30 anni rappresenta un momento biologicamente cruciale oltre il quale il rischio di danni a lungo termine cresce sensibilmente.
La situazione italiana resta particolarmente delicata. I dati epidemiologici indicano che il nostro Paese continua a occupare le prime posizioni in Europa per sovrappeso e obesità infantile nella fascia 7-9 anni. Secondo la SIO, tra il 10% e il 17% dei bambini italiani è obeso, mentre fino al 39% presenta sovrappeso. Oltre 100mila minori convivono con forme di obesità grave.
Il fenomeno appare più marcato nelle regioni del Sud Italia. In Campania, ad esempio, oltre il 43% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni risulta in eccesso ponderale, un dato che gli specialisti definiscono “allarmante”.
Per contrastare questa tendenza, la SIO ha presentato SIO-STEP (Sviluppo Territoriale Educativo per la Prevenzione), progetto nazionale destinato alle scuole primarie. L’iniziativa coinvolgerà 40 istituti italiani attraverso un trial controllato randomizzato con durata biennale.
Il programma si fonda su tre direttrici principali: promozione dell’attività fisica e dell’educazione alimentare tra gli studenti, formazione specifica degli insegnanti e coinvolgimento attivo delle famiglie. L’obiettivo è modificare precocemente gli stili di vita e interrompere il circolo vizioso tra sedentarietà, cattive abitudini alimentari e isolamento sociale.
Secondo la SIO, la scuola può diventare il principale presidio di prevenzione contro l’obesità pediatrica, trasformando l’educazione sanitaria in uno strumento concreto di salute pubblica. Il progetto punta inoltre a candidarsi ai programmi europei Horizon e ad allinearsi alle strategie nazionali di prevenzione precoce previste dalla cosiddetta “Legge Pella”.




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