
La radioterapia stereotassica si conferma una delle tecnologie più promettenti nella gestione dei tumori oligometastatici, cioè caratterizzati da un numero limitato di metastasi. Al congresso europeo ESTRO 2026 di Stoccolma, l’Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica (AIRO) ha portato nuovi dati clinici che puntano a ridefinire il trattamento di questi pazienti attraverso approcci sempre più mirati e personalizzati.
La tecnica stereotassica consente di colpire singole lesioni tumorali con dosi elevate di radiazioni in poche sedute, riducendo l’esposizione dei tessuti sani. Negli ultimi anni il suo impiego è passato da trattamento prevalentemente palliativo a componente strategica delle terapie oncologiche integrate.
Tra gli studi italiani presentati, particolare attenzione ha ricevuto RADIOSA, coordinato dall’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. La ricerca ha coinvolto 102 pazienti con carcinoma prostatico oligorecidivo ancora sensibile alla terapia ormonale. I risultati mostrano che l’associazione tra radioterapia stereotassica e sei mesi di deprivazione androgenica quasi raddoppia il tempo libero da progressione della malattia rispetto alla sola radioterapia: da 15 a circa 33 mesi.
Dati rilevanti arrivano anche dallo studio multicentrico nazionale PERSIAN, che ha valutato l’aggiunta della stereotassi alla terapia farmacologica standard nei pazienti con tumore della prostata oligometastatico. Il beneficio appare più evidente nei soggetti con meno di tre metastasi, contribuendo a identificare in modo più preciso i pazienti che possono ottenere il maggiore vantaggio clinico.
Un altro filone di ricerca riguarda il carcinoma ovarico oligometastatico. Lo studio MITO-RT3/RAD ha analizzato la sicurezza della radioterapia stereotassica in donne trattate con bevacizumab, farmaco antiangiogenico spesso considerato problematico in associazione alle radiazioni. I dati indicano assenza di tossicità severa e controllo locale della malattia nel 73% dei casi a due anni, aprendo nuove prospettive terapeutiche anche in scenari clinici complessi.
Nel corso del congresso è stato inoltre presentato OligoCare, il più grande registro europeo dedicato alla radioterapia stereotassica nei tumori oligometastatici, illustrato da Umberto Ricardi dell’Università di Torino durante la sessione plenaria inaugurale organizzata con The Lancet Oncology.
L’edizione 2026 di ESTRO segna anche un importante riconoscimento internazionale per la scuola italiana di radio-oncologia con la nomina alla presidenza della società europea della professoressa Barbara Jereczek-Fossa dell’Istituto Europeo di Oncologia.
Secondo AIRO, la sfida futura sarà integrare radioterapia di precisione, farmaci innovativi e tecnologie avanzate di imaging per costruire percorsi oncologici sempre più efficaci, meno invasivi e orientati alla qualità di vita del paziente.



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