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Riforma della medicina generale, i medici di famiglia europei sostengono i colleghi italiani: "Preservare i principi fondanti della professione"

Sanità pubblica Redazione politico sanitaria | 09/06/2026 10:49

L'UEMO interviene nel dibattito sulla riforma della medicina generale richiamando il valore della continuità assistenziale e del rapporto fiduciario con il paziente.

Siamo nel mezzo di uno stallo, per ciò che riguarda la riorganizzazione della medicina territoriale. E in questo momento di riflessione e possibile rilancio di proposte operative, ecco la voce dei medici di famiglia europei sulla riforma della medicina generale nel nostro Paese. L'Unione Europea dei Medici di Medicina Generale e di Famiglia (UEMO), organizzazione che riunisce le rappresentanze della professione in circa venticinque Paesi europei, ha espresso preoccupazione per possibili interventi che possano modificare profondamente il ruolo del medico di famiglia all'interno del Servizio sanitario nazionale.

In un appello firmato dal presidente Tiago Villanueva, l'organizzazione richiama la necessità di preservare alcuni principi considerati fondanti della medicina generale europea, tra cui la continuità delle cure, il rapporto fiduciario tra medico e paziente, l'autonomia professionale e la prossimità della medicina di comunità.

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L'iniziativa arriva - come accennato - in una fase particolarmente delicata del confronto italiano, dopo il sostanziale stop alla riforma promossa dal ministro della Salute Orazio Schillaci e nel pieno del dibattito sul futuro delle Case della Comunità previste dal PNRR.

L'appello dell'UEMO

"Le sfide reali della sanità territoriale vanno affrontate rafforzando la medicina generale e dotandola di strumenti organizzativi, tecnologici e professionali adeguati, non stravolgendone la natura", afferma l'UEMO nel documento diffuso da Bruxelles.

Secondo l'organizzazione europea, carenza di medici, invecchiamento della popolazione, aumento delle patologie croniche e necessità di una maggiore integrazione multiprofessionale rappresentano sfide comuni a molti sistemi sanitari europei e richiedono interventi strutturali, senza però compromettere il ruolo della medicina generale.

Il segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti, ha accolto positivamente la presa di posizione dell'organizzazione europea. "Quando l'Europa interviene su una vicenda nazionale, lo fa raramente e mai a cuor leggero", afferma. "L'appello dell'UEMO conferma ciò che Fimmg sostiene da tempo: il nostro modello convenzionale non è una rendita di posizione da smantellare, ma un patrimonio che il resto d'Europa ci riconosce come riferimento".

Oltre il dibattito su convenzione e dipendenza

L'intervento dell'UEMO sembra tuttavia spostare il confronto su un piano più ampio rispetto alla sola contrapposizione tra convenzione e dipendenza. L'organizzazione europea non entra infatti nel merito di uno specifico assetto contrattuale, anche perché i modelli di medicina generale presenti nei diversi Paesi europei sono profondamente differenti tra loro.

In Europa convivono sistemi caratterizzati da diversi livelli di integrazione con il servizio pubblico, differenti forme di autonomia professionale e modalità di remunerazione non sovrapponibili. Proprio questa varietà rende difficile individuare un unico modello organizzativo di riferimento.

L'elemento comune richiamato dall'UEMO appare invece la centralità del medico di medicina generale come perno dell'assistenza territoriale. Continuità delle cure, rapporto fiduciario con il paziente, autonomia professionale e prossimità rappresentano infatti principi condivisi indipendentemente dalle soluzioni organizzative adottate nei singoli Paesi.

In questa prospettiva, il messaggio rivolto al dibattito italiano sembra riguardare meno la difesa di una specifica formula contrattuale e più la necessità che qualsiasi processo di riforma tenga conto del ruolo professionale, organizzativo e previdenziale dei medici di famiglia. Un richiamo che arriva mentre il confronto sulla medicina territoriale si sta progressivamente spostando dalla questione dello status giuridico dei professionisti a quella, più ampia, del loro ruolo all'interno della futura rete assistenziale prevista dal PNRR.

Il confronto prosegue

L'UEMO chiede alle autorità italiane di promuovere un confronto aperto con le organizzazioni che rappresentano la medicina generale per individuare soluzioni condivise. La Fimmg ha annunciato che porterà l'appello all'attenzione della propria Assemblea nazionale del 13 giugno, considerandolo un elemento utile per il proseguimento del confronto sulla riorganizzazione della sanità territoriale.

Un dibattito che, dopo lo stop alla riforma, sembra destinato a concentrarsi sempre meno sulle formule contrattuali e sempre più sul ruolo che i medici di famiglia saranno chiamati a svolgere all'interno delle nuove strutture territoriali finanziate dal PNRR.

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