
Richiesto un tavolo tecnico regionale
L’iniziativa parlamentare prende le mosse dai dati resi noti dall’Asp di Ragusa, che avrebbe rilevato nel comune di Pozzallo una frequenza dei disturbi dello spettro autistico più elevata rispetto al resto della provincia.
Per questo motivo l’interrogazione chiede la convocazione di un tavolo tecnico regionale che coinvolga istituzioni sanitarie, università, Arpa, il Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri (Noe) e un istituto di ricerca di rilievo nazionale.
L’obiettivo è avviare uno studio epidemiologico finalizzato ad approfondire l’eventuale presenza di fattori associati all’aumentata incidenza dei disturbi dello spettro autistico e di altre patologie neurodegenerative nel territorio.
La richiesta di rafforzare i servizi sanitari
Oltre all’attività di ricerca, l’atto ispettivo propone un intervento organizzativo sul territorio. In particolare viene richiesto il potenziamento dell’organico del Dipartimento di Salute Mentale di Modica, considerato attualmente sottodimensionato rispetto al fabbisogno assistenziale.
Secondo il parlamentare regionale, l’aumento della domanda di presa in carico renderebbe necessario rafforzare le risorse disponibili per garantire un’assistenza adeguata alle famiglie.
Le criticità evidenziate
Nel presentare l’interrogazione, Dipasquale ha espresso preoccupazione per la gestione della vicenda, ritenendo insufficiente l’attenzione finora dedicata al fenomeno sia nella fase di avvio dell’Osservatorio provinciale sull’autismo sia nell’organizzazione delle attività di monitoraggio.
Il deputato sostiene che, alla luce delle evidenze riportate dall’Asp, sia necessario un cambio di approccio fondato su rigore scientifico, tempestività e approfondimenti multidisciplinari.
Nessun nesso causale ancora dimostrato
Al momento, tuttavia, i dati disponibili indicano esclusivamente una maggiore incidenza dei disturbi dello spettro autistico nel territorio di Pozzallo rispetto alla media provinciale. Non esistono evidenze scientifiche che abbiano identificato le cause di questo incremento né eventuali correlazioni con fattori ambientali o di altra natura.
Proprio per chiarire questi aspetti, l’interrogazione propone l’avvio di uno studio epidemiologico strutturato, che possa raccogliere dati affidabili e fornire elementi utili per orientare eventuali interventi di sanità pubblica.




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