
Un luogo che guarda al futuro della conoscenza
Il Museo dell'Iss, inaugurato nel 2017 e ospitato nella sede di Viale Regina Elena a Roma, si presenta oggi con nuovi contenuti e spazi progettati per ampliare l'offerta culturale e didattica. L'obiettivo è coinvolgere pubblici diversi, dagli studenti ai cittadini interessati alla storia della sanità pubblica, rendendo più accessibile la conoscenza scientifica. «È con particolare soddisfazione che oggi riapriamo il Museo, restituendolo alla comunità scientifica e al Paese in una forma rinnovata, capace di interpretare il presente e di dialogare con il futuro – ha dichiarato Rocco Bellantone, presidente dell'Istituto superiore di sanità – Un museo scientifico, oggi, non può limitarsi a conservare: deve rendere intellegibile la complessità, orientare lo sguardo, contribuire alla costruzione di una cittadinanza informata».
Le tavole anatomiche attribuite a Canova diventano un'esperienza multisensoriale
Tra le principali novità spicca un'installazione virtuale dedicata alle diciassette tavole miologiche attribuite ad Antonio Canova e custodite nella biblioteca dell'Iss. Grazie alla digitalizzazione ad alta definizione, i visitatori possono esplorare da vicino i dettagli anatomici e artistici dei disegni, seguendo il percorso che ha portato questi studi a influenzare alcune delle più celebri opere dello scultore veneto.
L'elemento più innovativo è però la cosiddetta sonificazione delle tavole. Linee, forme, volumi e intensità del tratto grafico vengono trasformati in suoni, generando una traccia audio dedicata a ciascun disegno. In questo modo le opere possono essere non solo osservate ma anche ascoltate. La soluzione è stata sviluppata soprattutto per favorire l'accessibilità delle persone con disabilità visive, ma rappresenta anche una nuova modalità di fruizione culturale aperta a tutti i visitatori.
Una nuova sezione racconta la storia dell'amianto
Accanto alle innovazioni tecnologiche trova spazio un approfondimento dedicato a una delle più rilevanti emergenze di salute ambientale del Paese: l'amianto. Realizzata in collaborazione con il Ministero della Salute, la nuova sezione raccoglie documenti, reperti, materiali didattici e contenuti audiovisivi per ripercorrere l'impatto dell'esposizione all'amianto su lavoratori, comunità e territori italiani. L'intento è trasformare la memoria di una tragedia sanitaria in uno strumento di prevenzione e consapevolezza.
A sottolineare il valore di questa scelta è stato Andrea Piccioli, direttore generale dell'Istituto superiore di sanità. «In un'epoca nella quale siamo sommersi da informazioni che invecchiano nel tempo di uno scorrimento sullo schermo di uno smartphone, un museo ci ricorda una verità quasi rivoluzionaria: il sapere richiede tempo, metodo, memoria». Il direttore ha inoltre ricordato come «la mostra sull'amianto ci ricorda che la prevenzione è vittima del proprio successo. Quando funziona, sembra che non serva. Quando manca, è ormai troppo tardi».
Nasce ISS LAB, la nuova agorà della divulgazione scientifica
La riapertura del museo coincide anche con l'avvio di uno spazio interno pensato come luogo di incontro e confronto tra ricercatori, professionisti della salute e cittadini: l’ISS LAB. Una sorta di agorà scientifica destinata a ospitare presentazioni, eventi e momenti di approfondimento sui temi della ricerca e della salute pubblica.
Secondo Antonio Mistretta, direttore del Servizio Comunicazione Scientifica e del Museo dell'Iss, il nuovo progetto rafforza la vocazione dell'istituzione come punto di riferimento per la divulgazione scientifica. «Con questo nuovo corso, il Museo dell'Istituto superiore di sanità rafforza il proprio ruolo di luogo in cui il patrimonio scientifico incontra la responsabilità pubblica, offrendo alla città e al Paese un itinerario che unisce memoria del passato, comprensione del presente e attenzione al futuro della salute collettiva».




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