
Il Governo si prepara a prorogare fino al 30 giugno 2027 la possibilità per aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale di ricorrere ai medici gettonisti nei Pronto soccorso. La misura, contenuta nella bozza del decreto legge atteso oggi in Consiglio dei ministri, arriva dopo la scadenza della deroga prevista dalla normativa del 2023.
La proroga nella bozza del decreto
Secondo il testo in esame, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale potranno continuare ad affidare a soggetti terzi i servizi di emergenza-urgenza per periodi non superiori a dodici mesi, anche in più occasioni e con possibilità di proroga, purché non oltre il 30 giugno 2027 e nel rispetto delle condizioni e delle linee guida fissate dal Ministero della Salute.
L'intervento prolunga quindi il regime derogatorio che consentiva alle strutture sanitarie di fare ricorso a cooperative e professionisti esterni per garantire la copertura dei turni nei reparti di emergenza, soprattutto nelle aree caratterizzate da una persistente carenza di personale.
Dallo stop del 2023 alla nuova estensione
La proroga rappresenta un nuovo rinvio del superamento dei medici gettonisti previsto dalla normativa introdotta nel 2023 dall'allora decreto promosso dal ministro della Salute Orazio Schillaci. La disciplina aveva infatti disposto il divieto di nuovi affidamenti tramite cooperative, prevedendo tuttavia una deroga temporanea per le realtà maggiormente in difficoltà, scaduta il 31 luglio 2026.
Secondo quanto si apprende, la richiesta di una nuova estensione sarebbe arrivata dalle Regioni, in particolare da quelle che continuano a registrare maggiori criticità nel reperimento di medici per i Pronto soccorso. Resta invece da conoscere la posizione definitiva del Ministero della Salute, il cui titolare si è espresso più volte a favore del progressivo superamento del ricorso ai gettonisti.
Carenza di personale ancora irrisolta
La proroga si inserisce in un contesto nel quale il ricorso ai medici a gettone continua a rappresentare una soluzione adottata da numerose aziende sanitarie per assicurare la continuità assistenziale. Secondo una recente indagine della Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti (Fadoi), questi professionisti sono ancora presenti in circa la metà dei Pronto soccorso italiani. La bozza del decreto dovrà ora essere esaminata dal Consiglio dei ministri.




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