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Lilly: parità di accesso alle terapie per diabete e obesità entro il 2040

Lilly lancia il "Change the Course Commitment" per la parità di accesso alle terapie per diabete e obesità nei Paesi a reddito medio-basso
Aziende

Secondo i dati diffusi da Eli Lilly, oggi per ogni quattro persone nei Paesi ad alto reddito che accedono ai medicinali Lilly per diabete e obesità, soltanto una nei Paesi a reddito medio-basso può farlo. Il divario non riguarda soltanto la disponibilità di un farmaco, ma l’intera filiera che porta una terapia dal laboratorio al paziente. È su questo terreno che Eli Lilly colloca il “Change the Course Commitment”, iniziativa globale di salute pubblica annunciata il 28 settembre 2026. Il nuovo programma punta a modificare progressivamente questo rapporto, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere entro il 2040 la parità nel numero di pazienti trattati tra Paesi ad alto reddito e contesti a risorse limitate.

La strategia si sviluppa lungo tre direttrici: caratteristiche dei medicinali, accesso regolatorio e rafforzamento dell’assistenza sanitaria.

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Il primo intervento riguarda la fase più precoce: lo sviluppo dei medicinali. Lilly dichiara di voler integrare fin dall’inizio le esigenze dei Paesi a risorse limitate nella progettazione dei propri trattamenti per diabete e obesità.

Questo significa considerare non solo efficacia e sicurezza, ma anche aspetti pratici come formulazione, presentazione farmaceutica e modalità di conservazione. Tra i nodi evidenziati dall’azienda c’è quello della catena del freddo, un requisito che può complicare la distribuzione dei medicinali in aree con infrastrutture logistiche meno sviluppate.

L’obiettivo è quindi spostare parte della discussione sull’accesso a monte del processo, facendo entrare i vincoli dei diversi sistemi sanitari già nella progettazione del prodotto.

Il secondo asse riguarda la disponibilità effettiva delle terapie nei mercati a basso e medio reddito. Lilly intende ampliare la registrazione dei propri medicinali innovativi, inclusi i GLP-1, in un numero crescente di Paesi. Le aree indicate come prioritarie sono Africa, America Latina e Asia, attraverso una collaborazione con le autorità regolatorie locali. La registrazione rappresenta però soltanto uno dei passaggi necessari. Perché un trattamento raggiunga realmente il paziente servono anche sistemi distributivi, capacità diagnostica, personale formato e percorsi assistenziali in grado di garantire continuità terapeutica. È su questa sequenza di condizioni che si misura la distanza tra disponibilità teorica e accesso reale.

In questa strategia un ruolo specifico viene attribuito a orforglipron, agonista orale non peptidico del recettore GLP-1. Il farmaco presenta una caratteristica logistica potenzialmente rilevante per la distribuzione in contesti con infrastrutture limitate: può essere conservato a temperatura ambiente, evitando le esigenze associate alla catena del freddo dei medicinali che richiedono conservazione refrigerata. Orforglipron viene assunto per via orale una volta al giorno, senza restrizioni legate ai pasti. La combinazione tra somministrazione orale e conservazione a temperatura ambiente viene considerata da Lilly un elemento utile per ampliare la possibilità di distribuzione su larga scala.

Il punto, per i sistemi sanitari, non è soltanto la modalità di somministrazione. Ridurre i vincoli logistici può incidere sulla gestione delle scorte, sulla distribuzione territoriale e sulla possibilità di raggiungere strutture sanitarie meno attrezzate.

Il nuovo impegno raccoglie l’eredità del programma Lilly 30x30, lanciato con l’obiettivo di raggiungere 30 milioni di persone in contesti a risorse limitate entro il 2030. Secondo Lilly, il traguardo è stato superato nel 2025, quando i beneficiari hanno raggiunto quota 40 milioni, cinque anni prima della scadenza prevista. Il nuovo programma cambia però prospettiva. Il parametro non è più soltanto il numero di persone raggiunte, ma la distanza tra chi può accedere alle terapie nei Paesi ad alto reddito e chi vive in sistemi sanitari con risorse inferiori.

Il terzo pilastro riguarda infatti il contesto nel quale le terapie devono essere utilizzate. Lilly prevede interventi per formare gli operatori sanitari di comunità, utilizzare strumenti digitali e rafforzare informazione, prevenzione e diagnosi precoce. Per patologie croniche come diabete e obesità, l'accesso farmacologico è infatti soltanto una componente della presa in carico. Diagnosi tempestiva, monitoraggio, appropriatezza prescrittiva e continuità assistenziale contribuiscono alla possibilità di trasformare la disponibilità di una terapia in un beneficio clinico concreto.

Lilly prevede di monitorare i progressi del “Change the Course Commitment” attraverso il proprio Rapporto annuale di sostenibilità e nei principali forum internazionali dedicati alla salute globale. Per il settore farmaceutico, la questione apre un fronte che va oltre la disponibilità di nuovi trattamenti: l'accesso diventa parte della progettazione dell'innovazione, insieme alla ricerca clinica, alla produzione e alla capacità di raggiungere il paziente.

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