
GSK ha presentato al Congresso mondiale sul tumore del polmone 2026 i risultati dello studio di fase I/II ARROS-1 su zidesamtinib, candidato trattamento di prima linea per il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico con riarrangiamento di ROS1. I dati riguardano pazienti non precedentemente trattati con un inibitore tirosin-chinasico (TKI) diretto contro ROS1.
Nell’analisi di efficacia, condotta su 94 pazienti, il tasso di risposta obiettiva è stato del 94%: 88 soggetti hanno ottenuto una risposta al trattamento, incluse 14 risposte complete, equivalenti al 15% della popolazione valutabile. Il follow-up mediano era di 15,2 mesi.
La risposta risultava mantenuta nel 94% dei pazienti a nove mesi e nell’86% a un anno. A 12 mesi, il 90% dei partecipanti era libero da progressione; né la sopravvivenza libera da progressione mediana né la durata mediana della risposta erano ancora state raggiunte al momento del cut-off dei dati, fissato al 16 aprile 2026.
Un elemento rilevante riguarda il controllo intracranico, un bisogno clinico centrale nel NSCLC ROS1-positivo. Tutti i dieci pazienti con metastasi cerebrali misurabili al basale hanno raggiunto una risposta intracranica, mentre sette hanno ottenuto la scomparsa completa delle lesioni cerebrali rilevabili.
A 12 mesi, il 78% dei pazienti con risposta intracranica la manteneva. Inoltre, tra coloro che non presentavano metastasi cerebrali all’ingresso nello studio non sono stati osservati eventi di progressione a carico del sistema nervoso centrale.
Gli eventi avversi correlati al trattamento più frequenti, osservati in almeno il 15% dei pazienti, sono stati edema periferico, incremento ponderale, aumento della creatinfosfochinasi ematica, disgeusia e incremento dell’aspartato aminotransferasi. Nella maggior parte dei casi, gli eventi sono stati di basso grado.
L’11% dei partecipanti ha richiesto una riduzione della dose e l’interruzione definitiva per tossicità si è verificata nell’1% dei casi. Un profilo potenzialmente rilevante in una patologia in cui il trattamento mirato può proseguire per anni, con attenzione sia al controllo di malattia sia alla qualità di vita.
Zidesamtinib, commercializzato da GSK con il nome Jideytro e acquisito con Nuvalent, è già autorizzato dalla FDA statunitense per adulti con NSCLC ROS1-positivo localmente avanzato o metastatico già esposti a un precedente TKI anti-ROS1. L’azienda prevede nel 2026 di presentare alla FDA una domanda supplementare per estenderne l’uso alla prima linea.
Le alterazioni di ROS1 riguardano circa il 2% dei NSCLC e sono associate a una frequente diffusione al sistema nervoso centrale; il dato rende particolarmente significativo lo sviluppo di opzioni con attività documentata anche sulle metastasi cerebrali.




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