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SITL, più donne tra gli iscritti ma meno ai vertici: parte il piano per l'equità

Le donne sono il 58% degli iscritti, ma solo il 35,7% della Giunta e il 26,7% dei presidenti regionali. Il Piano 2026-2028 punta su rappresentanza, formazione e monitoraggio
Società scientifiche

Le donne sono ormai la maggioranza nella Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, ma la loro presenza diminuisce quando si sale verso gli incarichi decisionali. Nel 2025 rappresentano il 58% degli iscritti SItI, mentre costituiscono il 35,7% della Giunta esecutiva e il 26,7% delle presidenze delle sezioni regionali.

È da questa distanza che parte il nuovo Piano strategico per l'equità di genere e per l'inclusione 2026-2028 della società scientifica, che mette nero su bianco obiettivi, azioni e indicatori con cui misurare i risultati nei prossimi tre anni.

Il dato di partenza è significativo. La presenza femminile tra gli iscritti era già maggioritaria nel 2024, con il 55%, ed è salita al 58% nel 2025. La distribuzione negli organismi della società resta però diversa: le donne sono il 25% nel Consiglio delle sezioni regionali e nel Collegio dei docenti, il 43% nella Consulta delle professioni sanitarie. La parità è raggiunta nel coordinamento dei gruppi di lavoro, mentre nel Collegio degli operatori la componente femminile arriva al 53,8%.

Una sola presidente donna nella storia della SITL

Il Piano fotografa anche la distribuzione degli incarichi. Nella storia della società scientifica c'è stata finora una sola presidente donna. Attualmente cinque dei 14 componenti della Giunta esecutiva sono donne, così come quattro dei 15 presidenti delle sezioni regionali. Nei congressi nazionali resta inoltre uno squilibrio tra i relatori delle sessioni plenarie: nel 2025 sono state 15 donne e 37 uomini.

La SITL collega questi dati a un fenomeno più generale che riguarda anche la medicina accademica italiana: una forte presenza femminile nelle fasi iniziali della carriera non si traduce ancora in una rappresentanza equivalente nelle posizioni più elevate. Il Piano richiama studi che evidenziano la persistenza di disuguaglianze nella progressione e nella stabilizzazione delle carriere universitarie.

Dai congressi alle carriere, gli obiettivi diventano misurabili

Il documento individua tre aree principali di intervento: cultura e comunicazione, partecipazione e leadership, valorizzazione e sostegno. A queste si aggiunge un sistema permanente di monitoraggio.

La particolarità è la presenza di alcuni obiettivi quantitativi. Per i congressi nazionali, per esempio, viene previsto un incremento annuale del 10% della quota femminile tra i relatori delle sessioni plenarie, accompagnato dalla pubblicazione dei dati. La composizione degli organismi decisionali sarà invece monitorata ogni due anni.

Sono previste inoltre indagini sulle progressioni di carriera per genere in almeno tre università nell'ambito dell'Igiene, con dati distinti tra professori ordinari, associati e ricercatori. La SITL intende anche ampliare le modalità con cui raccoglie le informazioni sul genere dei propri iscritti, introducendo nei moduli le opzioni non binaria, "altro" e "preferisco non dichiarare".

Formazione e prospettiva di genere nella sanità pubblica

Il Piano non riguarda soltanto la composizione degli organismi societari. La prospettiva di genere dovrà entrare anche nelle attività scientifiche, formative e nelle raccomandazioni prodotte dalla SITL.

Sono previsti due momenti formativi ogni anno, uno dei quali durante il Congresso nazionale, la preparazione di linee di indirizzo per un linguaggio sensibile al genere e almeno un'iniziativa annuale che integri esplicitamente questa prospettiva sia nei gruppi di lavoro sia nella formazione.

La società punta inoltre a realizzare documenti di consenso ed eventi insieme ad altre società scientifiche. L'attuazione sarà verificata attraverso un report annuale, mentre nel 2028 è prevista una revisione complessiva del Piano sulla base dei risultati raggiunti.

Il passaggio dalla dichiarazione di principio a indicatori verificabili è quindi uno degli elementi centrali del documento. Alla fine del triennio sarà possibile confrontare gli obiettivi indicati oggi con l'evoluzione effettiva della rappresentanza, delle carriere e della partecipazione scientifica all'interno della SItI.

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