
Perdere peso non significa necessariamente migliorare ogni parametro di salute. Con l’arrivo dei nuovi farmaci contro l’obesità, dagli agonisti del GLP-1 ai doppi e tripli agonisti, l’attenzione degli specialisti si concentra anche su ciò che accade alla massa muscolare durante il dimagrimento. L'obiettivo non è quindi soltanto ridurre i chili, ma farlo proteggendo il più possibile muscoli, forza e autonomia.
È uno dei temi al centro del IX congresso nazionale della Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo (SINuC), che si è svolto a Parma e che ha scelto proprio il muscolo come filo conduttore dei lavori.
Perché bisogna proteggere i muscoli
I progressi delle terapie farmacologiche contro l’obesità stanno ponendo nuove domande alla nutrizione clinica: come preservare la massa muscolare durante la perdita di peso? Come accompagnare il trattamento con un adeguato counseling nutrizionale? E come sfruttare le potenzialità di questi farmaci anche oltre l'ambito metabolico?
Si tratta di interrogativi importanti perché la sarcopenia, cioè la progressiva perdita di massa e funzione muscolare, e più in generale la riduzione della massa magra possono peggiorare la prognosi in diverse condizioni. Il problema riguarda, tra gli altri, i pazienti oncologici, le persone ricoverate in terapia intensiva, gli anziani e, oggi, anche chi viene trattato con i nuovi farmaci per l'obesità.
La nutrizione clinica è una terapia
Il punto, secondo gli specialisti, è affiancare alle nuove opportunità farmacologiche una valutazione nutrizionale adeguata. «La nutrizione clinica non è più una disciplina che si affianca alle cure: è il terreno su cui farmaci innovativi e nuove tecnologie misurano la propria efficacia e sicurezza», sottolinea Maurizio Muscaritoli, presidente della Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo (SINuC).
«Si tratta di una terapia, e come tale deve evolvere insieme alla medicina. I nuovi farmaci e le nuove tecnologie offrono opportunità straordinarie, ma senza una valutazione nutrizionale adeguata rischiano di lasciare indietro proprio ciò che sostiene il recupero del paziente: il suo muscolo, la sua forza, la sua autonomia».
Dall’ecografia all’intelligenza artificiale
Accanto ai farmaci, anche la tecnologia sta assumendo un ruolo crescente nella nutrizione clinica. Tra gli strumenti al centro del confronto degli specialisti ci sono l'ecografia muscolare con protocolli internazionali, la radiomica e l'intelligenza artificiale applicata alla valutazione della composizione corporea.
L'attenzione si estende ai nuovi dispositivi e ai sistemi di monitoraggio utilizzati nella nutrizione artificiale domiciliare, fino alla telemedicina e alla stratificazione del rischio nutrizionale nei nuovi servizi territoriali, comprese le Case di comunità.
Qui la notizia secondo me è molto forte per un paziente: quasi metà degli italiani è in eccesso di peso, ma meno della metà riceve indicazioni dagli operatori sanitari. Metterei quindi al centro questo divario, più che il semplice dato sulla diffusione del sovrappeso.




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