
È conosciuto soprattutto per i rischi nei bambini, ma il virus respiratorio sinciziale (RSV) può avere conseguenze importanti anche nell’età adulta, soprattutto quando incontra un organismo già reso fragile dall'età o da una patologia cronica. Eppure, la consapevolezza resta bassa: in Italia circa l'80% degli intervistati non sa o non è sicuro di sapere che cosa sia l'RSV e quasi una persona su due non ne ha mai parlato con un medico o un altro professionista sanitario.
I dati arrivano da un sondaggio globale condotto da Human8 in dieci Paesi e promosso da GSK in occasione della RSV Awareness Week, dal 2 all'8 novembre. In Italia sono state intervistate oltre 500 persone adulte con una o più patologie croniche.
BPCO e asma, chi rischia di più
Gli effetti dell'infezione da RSV possono protrarsi nel tempo: circa la metà degli intervistati riferisce conseguenze sulla salute per almeno un mese, mentre per circa il 10% il recupero ha richiesto più di un anno o non è ancora completo. Quasi una persona su tre ha sperimentato un peggioramento del proprio stato di salute durante l'infezione, percentuale che sale al 57% tra chi soffre di asma e al 43% tra i pazienti con BPCO.
«Il virus respiratorio sinciziale può causare complicanze clinicamente rilevanti, soprattutto nei pazienti con patologie respiratorie e cardiovascolari», spiega Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'Università degli Studi di Milano e direttore sanitario d'azienda dell'IRCCS Ospedale Galeazzi Sant'Ambrogio di Milano. Nei pazienti con BPCO, aggiunge, prevenire le infezioni significa ridurre anche il rischio di riacutizzazioni, tra le principali cause di ospedalizzazione e morte, oltre a contrastare la perdita di autonomia e il peggioramento della qualità della vita.
RSV negli over 60, il peso dei ricoveri
Le ultime stime attribuiscono all'RSV negli over 60 in Italia circa 50 mila ospedalizzazioni e 1.800 decessi ospedalieri ogni anno. Un impatto che potrebbe essere persino sottostimato, perché la diagnosi non viene effettuata di routine. «Come medici di famiglia conosciamo i nostri pazienti fragili e possiamo individuarli e proporre loro attivamente la vaccinazione: la raccomandazione del medico resta uno dei fattori più efficaci per l'adesione», afferma Massimiliano Franco, medico di famiglia e segretario SIMG Lombardia.
Sul tema dell'accesso alla prevenzione interviene Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva: «L'assenza del vaccino contro l'RSV per la popolazione adulta all'interno del Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV) genera inaccettabili disparità nell'accesso alle cure e alla tutela della salute». Colmare questo divario, aggiunge, è fondamentale per garantire il diritto alla salute anche alle persone adulte fragili, con comorbidità o in età avanzata.
Vaccinazione e protezione nel tempo
La vaccinazione contro l’RSV rappresenta uno degli strumenti di prevenzione disponibili per gli adulti a rischio. Per il vaccino adiuvato, lo studio registrativo di fase III ha mostrato una efficacia prolungata per almeno tre stagioni consecutive dopo una singola dose. I dati più recenti di real world evidence indicano inoltre una riduzione del 76% delle ospedalizzazioni correlate all’RSV dopo una stagione, con risultati confermati nell’analisi su due stagioni. Sono stati osservati benefici anche sulle riacutizzazioni severe di BPCO e asma e sugli eventi cardiovascolari maggiori.
«Il paziente con BPCO, a ogni riacutizzazione, compie un passo verso il basso: le riacutizzazioni aumentano mortalità e rischio di ospedalizzazione», evidenzia Dejan Radovanovic, professore associato di Malattie dell'apparato respiratorio all'Università degli Studi di Milano e dirigente medico dell'UOC Pneumologia dell'Ospedale Luigi Sacco, ASST Fatebenefratelli Sacco. Per l’esperto, nelle persone che convivono con patologie respiratorie e cardiovascolari preservare un equilibrio di salute più fragile rappresenta una priorità clinica. I dati disponibili, conclude, rafforzano «il valore di questa vaccinazione e la necessità di inserirla quanto prima nel PNPV».

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