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Ue vara pacchetto, cure più facili per chi va all’estero

Sanità pubblica

''Una modernizzazione essenziale nell'attuale situazione di crisi ed incertezza per gli europei'', commenta Bruxelles. Con le nuove regole, puntualizza la Commissione, non si offrono nuovi diritti in materia di sicurezza sociale, ma piuttosto la garanzia a tutti di preservarli anche spostandosi da un paese all'altro dell'Unione. Sarà infatti possibile avere una copertura ininterrotta assistenziale o previdenziale anche con il passaggio da una legislazione di uno Stato membro all'altro che hanno sistemi molto diversi tra loro. Il tutto per facilitare la mobilità nei 27. Oggi solo il 2% degli europei si sposta per motivi di lavoro da uno Stato membro all'altro, una cifra che in termini assoluti è pari a circa 10 milioni e mezzo di persone, a cui si aggiungono più di un milione di lavoratori transfrontalieri. Dalla loro introduzione, cinque anni fa, sono state distribuite oltre 180 milioni di carte europee di assistenza malattie, pari al 36% della popolazione Ue, pressochè la totalità in Italia.

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Con il coordinamento tra i diversi Stati è quindi già possibile avere accesso alle cure necessarie in caso di incidente o malattia anche in un paese diverso da quello d'origine, senza dover pagare i servizi se non quelli già previsti come a pagamento dal sistema sanitario locale. Grazie alle innovazioni, inoltre, un lavoratore disoccupato può decidere di andare a trovare un nuovo impiego in un altro Stato membro, continuando a beneficiare dei sussidi dal suo paese d'origine fino a un periodo di sei mesi. Chi ha lavorato in diversi Stati membri, alla fine della sua attività, può esportare parte dei diritti ai fini della pensione: ogni anno il caso interessa circa 250 mila persone e molte di più potrebbero essere in futuro con una maggiore mobilità dei lavoratori. Con un coordinamento più stretto, assicura Bruxelles, queste opportunità avranno una ulteriore diffusione con pratiche più rapide e facili, a beneficio dei lavoratori e delle loro famiglie.
Sanità pubblica
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