
I risultati, emersi da un'indagine condotta dalla Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) tra maggio e settembre scorsi, sono stati presentati in apertura del Congresso nazionale Sigo-Aogoi in programma a Bari sino al 31 ottobre prossimo. ''L'alto numero dei cesarei - ha sottolineato il presidente nazionale Sigo, Giorgio Vittorie - è collegabile anche al disinteresse delle istituzioni alle quali ora, dati alla mano, possiamo proporre soluzioni. Anche per evitare di devalorizzare dal punto di vista economico gli interventi di cesareo, il cui costo si aggira sui 1.300 euro contro i 5.500 di un'appendice''. I risultati dell'indagine dicono inoltre che il numero dei cesarei si deve per il 27% ad una precisa scelta delle madri, spinte dalla possibilità di un parto indolore con l'anestesia epidurale, o influenzate da precedenti esperienze di amiche e parenti. La situazione ''potrebbe normalizzarsi'' se ci fossero, meno pressioni di tipo medico-legale (35% degli intervistati), più investimenti nella formazione medico professionale (24%), più anestesisti dedicati, oggi presenti solo nel 34% dei punti nascita (19%) e maggior informazione per le donne (16%).




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