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Fazio, il virus H1N1 è meno aggressivo dello stagionale

Medicina Generale

 E' adesso tuttavia, con il numero di casi che cresce in tutta Italia e, cartina di tornasole, le classi scolastiche decimate, che si accende la polemica sui ritardi da parte di alcune regioni che ancora non hanno efficacemente avviato la vaccinazione. ''Io avevo detto al ministro, in tempi non sospetti, che di fronte ad una pandemia anche l'uniformità gestionale doveva essere garantita dal Governo. Ma nelle sedi istituzionali, il mio assist al Governo a centralizzare la gestione della pandemia non era stato recepito. Io in Toscana la mia parte l'ho fatta e il sistema funziona'': l'assessore toscano alla salute e coordinatore degli assessorati regionali alla sanità, Enrico Rossi, ha replicato così al viceministro il quale, parlando del ritardo nell'arrivo dei vaccini, ha detto che ciò ''dipende dalla strutturazione regionale della nostra sanità''. Per Rossi ''per contrastare in maniera efficace la diffusione del virus A accanto al federalismo serve un'efficiente centralismo. Anzi, in questo caso il federalismo può essere un'aggravante pericolosa. Le regioni sono tutte disponibili a collaborare''.
I NUMERI - Dopo la giornata di giovedì scorso, la più luttuosa in Italia con 4 morti che ha portato il bilancio totale a 11 decessi, lo stesso viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, ha sottolineato ancora una volta ''il carattere leggero di questa influenza, che sino ad oggi ha fatto undici morti su 400 mila casi stimati, mentre lo scorso anno la stagionale ha fatto 8 mila morti su 4 milioni di casi''. La mortalità dell'influenza A/H1N1, ha aggiunto Fazio è stata pari allo 0,03 per mille, contro il 2 per mille di quella stagionale. Una differenza notevole e rassicurante, che vede il virus pandemico uccidere decine di volte meno di quello stagionale. Ma Fazio, per prudenza, ritiene sia per il momento ragionevole un rapporto di uno a dieci fra la mortalità per influenza A e quella dovuta alla patologia stagionale. In questo momento gli italiani comunque sono a letto oltre che per l'influenza A, anche per almeno altri 10 virus para-influenzali. Alcuni, come l'H1N1, aggrediscono le vie respiratorie, altri l'apparato digerente, afferma Walter Ricciardi, direttore dell'Istituto di igiene dell'università del Sacro Cuore di Roma.
ATLETI OLIMPICI VACCINATI - I 350 atleti olimpici e paraolimpici che parteciperanno ai giochi invernali di Vancouver 2010 saranno tutti vaccinati contro l'influenza A. ''L'urgenza e la priorità assoluta per il Coni era quella di vaccinare la delegazione italiana per Vancouver 2010 (350 tra Olimpiadi e Paralimpiadi). Questa ci e' stata garantita e per questo ringrazio il vice ministro, Ferruccio Fazio, anche per il risvolto sociale che i Giochi olimpici hanno, e per quello che rappresentano nel nostro paese'', ha detto il presidente del Coni, Gianni Petrucci Per quanto riguarda invece gli altri sport, compreso il calcio, si è deciso di dar vita ad un comitato ristretto di cui faranno parte il Ministero della Salute, il Coni e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport, Rocco Crimi, per effettuare ulteriori approfondimenti. Il ministero della Salute metterà a punto un'ordinanza per prevenire il contagio negli spogliatoi, palestre e impianti sportivi.
IL VIRUS NON FA PAURA - Il 61,4% degli italiani non ha paura dell'influenza A, come emerge dall'indagine periodica del Monitor Biomedico del Censis, non sono intimoriti dai rischi della pandemia soprattutto gli uomini (68,1%), i laureati (74,4%), i residenti del Nord-Ovest (66%) e del Nord-Est (74,5%). Ad avere meno paura sono, inoltre, gli abitanti dei centri urbani più piccoli - fino a 10mila abitanti (61,9%) e tra 10mila e 30mila abitanti (64,4%) - e gli italiani più giovani (più del 65%).
 

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