|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Fibrosi cistica: dalla ricerca italiana speranze di cura della malattia genetica grave più diffusa

Fibrosi cistica: dalla ricerca italiana speranze di cura della malattia genetica grave più diffusa
Gastroenterologia

Trovare quanto prima il modo di guarire la grave malattia genetica è l’obiettivo che spinge da anni la FFC a stimolare e finanziare progetti di ricerca promettenti, appellandosi anche al contributo dei cittadini. Un via promettente è quella rappresentata dallo studio di farmaci per la cura dell’anomalia genetica alla base della fibrosi cistica. Di notevole interesse per i possibili studi futuri, infatti, è la scoperta di un canale di trasporto di sali (proteina TMEM16A) situato nella membrana delle cellule epiteliali, che funziona come un vero e proprio “motore di riserva”, in grado, cioè, di compensare il deficit della proteina CFTR, il cui malfunzionamento determina, nei pazienti affetti da fibrosi cistica, il ristagno di secrezioni e il danno progressivo di molti organi, favorendo nei polmoni il proliferare di batteri resistenti al trattamento. Il gruppo di ricercatori che ha individuato tale proteina, coordinati dal dott. Luis Galietta e afferenti al Centro di Biotecnologie Avanzate di Genova dell’Istituto Giannina Gaslini, ritiene che la stimolazione farmacologica della nuova proteina sia una strategia interessante per correggere il difetto di base nella fibrosi cistica.
Una serie di studi ha, inoltre, rilevato che la proteina CFTR difettosa può essere “corretta” e “potenziata” da piccole molecole con attività farmacologica, scoperte grazie a recenti innovazioni scientifiche e tecnologiche. Contributi italiani di interesse in questa direzione si affiancano a quelli americani: infatti, alcune di queste molecole sono già in corso di sperimentazione su pazienti FC con risultati promettenti. In particolare, il composto VX-770, sviluppato dalla compagnia Vertex, sembra dare risultati positivi su un gruppo di pazienti con particolari tipi di mutazione.
Se gli studi mirati a curare la malattia alla sua base sono quelli più attesi, di grande rilievo appaiono tuttavia anche altri numerosi studi presentati alla Convention, che puntano a contrastare comunque la malattia soprattutto nelle sue complicanze più pericolose: di rilievo quelli rivolti ad individuare nuove vie per combattere l’infezione polmonare cronica, sostenuta in questa malattia da batteri particolarmente resistenti. Si stanno infatti mettendo a punto nuovi antibiotici capaci di agire con meccanismi diversi da quelli tradizionali, mentre avanzano proposte per un vaccino preventivo contro il più comune batterio implicato nella malattia e denominato Pseudomonas aeruginosa. Ma di forte impatto si presentano anche alcuni studi orientati a mitigare o a reprimere l’eccesso di infiammazione dei polmoni, che rappresenta il fattore determinante nel destino dei malati. Vanno segnalati in questo campo i contributi del gruppo coordinato dal Dr Giulio Cabrini presso il Laboratorio di Patologia Molecolare dell’Azienda Ospedaliero - universitaria di Verona: questo gruppo ha identificato alcune molecole con interessanti potenzialità antinfiammatorie, che potrebbero presto passare dalla sperimentazione in provetta a quella in vivo su animali e poi sul malato.
La FFC ha voluto anche supportare le aspettative di una vita più lunga e migliore delle persone con fibrosi cistica che, ormai ai limiti della loro capacità di respirare, hanno scelto di affrontare il trapianto polmonare . Di qui il finanziamento di due progetti, (uno dell'Università di Torino e uno dell'Istituto Mario Negri di Bergamo), finalizzati l’uno a consentire l’accesso al trapianto a chi è in insufficienza respiratoria estrema e l’altro a contenere il rischio di non rivitalizzazione del polmone trapiantato. In questi progetti la fibrosi cistica figura come malattia-modello e traina, in una cordata ideale, gli avanzamenti della scienza validi per una serie più ampia di malattie, accomunate dalla possibilità dello sviluppo di insufficienza respiratoria e di trapianto di polmone.
Una via tutta italiana della ricerca in fibrosi cistica, dunque, esiste, ed ha il suo epicentro a Verona, dove tredici anni fa sorgeva la prima onlus italiana rigorosamente strutturata per promuovere e finanziare progetti di ricerca clinica e di base contro quella che è definita anche malattia “timer”. La Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica (FFC) è, infatti, un’organizzazione capace di puntare su una ricerca indipendente e multicentrica, in linea con l’obiettivo dei suoi padri fondatori, gli imprenditori Vittoriano Faganelli, Matteo Marzotto, Giordano Veronesi e Michele Romano, assieme al prof. Gianni Mastella, pediatra.
In Italia vi sono oltre cinquemila malati certificati (in realtà si stima che siano molti di più) e due milioni e mezzo di portatori sani, buona parte dei quali ignari d'esserlo. Per questo, la fibrosi cistica è una malattia che non può attendere. A vent’anni dalla scoperta del gene CFTR “mutato”, causa della malattia, passi importanti sono già stati compiuti: dal miglioramento delle condizioni di vita dei soggetti affetti dalla malattia al progressivo aumento delle aspettative di vita media giunte fino ai 40 anni e in ulteriore miglioramento. Ma grazie alla Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica l’ Italia può ora vantare un modello di ricerca aggregata (negli ultimi 8 anni, 120 laboratori e gruppi di ricerca con quasi 400 ricercatori per 140 progetti, rigorosamente selezionati da esperti internazionali, tra i 315 pervenuti attraverso bandi annuali), fortemente impegnata nello studio di cure risolutive.
I risultati di notevole portata cui è giunta, sino ad oggi, la ricerca in fibrosi cistica aprono nuove strade anche nel trattamento di altre malattie genetiche, di cui siano noti il gene e la proteina responsabile. Per questo, gli studi in corso possono avere una ricaduta ben più ampia del solo ambito FC e vanno, dunque, fortemente incentivati.

pubblicità

Per ulteriori informazioni sulle attività della FFC
www.fibrosicisticaricerca.it
 

Gastroenterologia
Commenti

I Correlati

Congressi
Leggimi

Fibrosi cistica, dai modulatori CFTR ai dati di real life: le novità emerse dal congresso europeo ECFS 2026

Lucia Oggianu · 31/07/2026 10:22
la ricerca sulla fibrosi cistica sta entrando in una nuova fase: se negli anni passati l'obiettivo principale era rallentare la progressione della malattia, oggi l'attenzione si concentra sempre più sul miglioramento a lungo termine della qualità e dell'aspettativa di vita, grazie ai modulatori della proteina CFTR e a un approccio multidisciplinare sempre più personalizzato. Si tratta di una profonda trasformazione che sta accadendo grazie all'arrivo delle terapie che agiscono direttamente sul d
Leggi Tutto

Ultime News

Ti potrebbero interessare

Gastroenterologia
Leggimi

Celiachia, quando bastano gli esami del sangue? Le nuove indicazioni per la diagnosi senza biopsia

22/10/2026 10:34

La diagnosi della malattia celiaca si basa sulla ricerca di anticorpi specifici e, in molti casi, sulla biopsia duodenale. Un articolo pubblicato su JAMA analizza i criteri per identificare i pazienti candidabili a un percorso sierologico, con indica

Gastroenterologia
Leggi Tutto
Gastroenterologia
Leggimi

Malattie infiammatorie croniche intestinali, guselkumab rimborsato in Italia per Crohn e colite ulcerosa

14/10/2026 13:01

La rimborsabilità riguarda gli adulti con malattia attiva da moderata a severa che non rispondono adeguatamente alle terapie convenzionali o biologiche, perdono la risposta o non tollerano i trattamenti. Per il Crohn è prevista anche l’induzione sott

Gastroenterologia
Leggi Tutto
Pazienti
Leggimi

Alimenti ultra-processati, perché aumentano il rischio per cuore, metabolismo e intestino

09/09/2026 15:52

Non solo calorie o zuccheri: questi prodotti possono alterare i meccanismi che regolano fame, microbiota e infiammazione. E le conseguenze si riflettono su obesità, diabete e salute cardiovascolare

Oncologia
Gastroenterologia
Obesità
Pazienti
Mostra Tutti
Leggi Tutto
Pazienti
Leggimi

Infarto e diabete, la prevenzione inizia nell'intestino: il microbiota rivela il rischio con anni di anticipo

28/08/2026 10:13

La ricerca del Policlinico Gemelli accende i riflettori sulla metainfiammazione, un processo invisibile che potrebbe aprire la strada a una prevenzione sempre più precoce

Diabetologia
Oncologia
Gastroenterologia
Pazienti
Mostra Tutti
Leggi Tutto

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.