
"Un altro ambito in cui cresce sempre più l'uso della chirurgia mininvasiva - continua l'esperto - è quello urologico. Gli interventi al rene eseguiti con questa tecnica sono il 25-30%, e quelli per l'asportazione del cancro alla prostata (fra i tumori più diffusi con 20 mila nuovi casi all'anno in Italia) sono passati dal 5% al 50%". Bisturi 'a riposo' anche "per gli interventi di chirurgia dell'obesità (percentuali di laparoscopia pari al 10-15%), dell'appendice (10%), di isterectomia (25%), della milza (8%), del fegato e dello stomaco (5% rispettivamente), della vescica (0,5%)". Infine, "da alcuni anni la chirurgia laparoscopica viene eseguita anche in operazioni molto complesse come quelle per tumore all'esofago e al pancreas". Un boom di fronte al quale è meglio comunque "ricordare - conclude Corcione - che l'intervento in laparoscopia, pur garantendo importanti vantaggi, rimane un atto chirurgico vero e proprio da non affrontare con leggerezza".
Fonte: Adnkronos

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