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Microbi intestinali alleati contro malattie metaboliche. A Stoccolma presentati risultati di studi clinici

Gastroenterologia

Non solo. La popolazione di microbi intestinali "interagisce in vari modi con l'organismo" dell'ospite. Ricerche apposite hanno mostrato come la presenza di chili di troppo sia collegata a una composizione microbica intestinale differente rispetto a quella delle persone magre. Si tratta di studi pionieristici, condotti per lo più sugli animali. "Ecco perché era importante testare queste ipotesi sull'uomo", spiega il ricercatore che ha in corso due progetti su coorti di pazienti con diverso indice di massa corporea. E sta testando l'effetto di una pratica chiamata 'trapianto fecale'. Il gruppo è stato sottoposto a una serie di interventi dietetici, e anche a un trial di trapianto fecale. L'idea può sembrare curiosa, ma il ricercatore spiega che si tratta di rimpiazzare l'intera comunità microbica di un paziente obeso con quella di un donatore magro. Uno studio, condotto usando questa strategia, è stato portato avanti in collaborazione con l'Amsterdam Medical Centre (Olanda). E i risultati mostrano un'aumentata sensibilità insulinica accompagnata al 'cambio' di microbi intestinali.

"Questo risultato indica che, in aggiunta all'introito calorico,i microbi intestinali giocano un ruolo significativo", conclude de Vos, parlando di "obesità dal di dentro". Un po' diverso l'approccio del gruppo di Nathalie Delzenne dell'Università di Lovanio (Belgio), che ha in corso un trial per capire se diabete e obesità possono essere trattati anche con l'aiuto dei prebiotici, in pratica il 'cibo' dei microrganismi intestinali. Studi clinici sono in corso per determinare la rilevanza del trattamento con i prebiotici (presenti naturalmente in alcuni cibi, vegetali o cereali, ma anche usati come ingrediente di alimenti arricchiti o supplementi ad hoc) per controllare il glucosio nel sangue e altri problemi associati all'obesità. "Un'adeguata alimentazione è essenziale anche per pazienti diabetici o prediabetici. Noi pensiamo che nutrienti mirati, destinati proprio ai microbi dell'intestino, possono essere particolarmente utili".

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 Fonte: Easd

Gastroenterologia
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