Chi più spende meno spende: un detto popolare che diventa ancora più vero quando si parla di salute e prevenzione. Infatti, spendendo circa 1 miliardo di euro in diagnosi precoci e preventivi, si risparmiano 3 miliardi in dieci anni sulla spesa sanitaria. Il dato arriva dal Forum di Meridiano Sanità, che quest'anno riunisce gli esperti sul tema delle sfide della sanità per il futuro dell'innovazione. ''Oggi in prevenzione spendiamo lo 0,8% della spesa sanitaria pubblica che è in totale pari a 110 miliardi - ha detto Valerio De Molli, di European House-Ambrosetti, che organizza Meridiano Sanità - . La Spagna spende il doppio, la Francia il triplo, il Canada dieci volte tanto. Sono i tre Paesi che hanno fatto meglio sul fronte della ricerca, dello sviluppo e della prevenzione''.
Lo 0,8% dell'Italia è pari a circa un miliardo; raddoppiando quindi l'investimento, si inizierebbe fin da subito a risparmiare sulla spesa. Uno sforzo, dice De Molli, ''fattibilissimo, ma serve una politica diversa''. Quello che Meridiano Sanità propone, in sintesi, è una nuova politica per la protezione della proprietà intellettuale, che ''rappresenta uno dei requisiti essenziali per la ricerca e l'innovazione in campo farmaceutico'', ma anche di riorganizzare il sistema distributivo e il 'coraggio' di effettuare scelte di politica industriale stabili nel tempo. Le prospettive future, osserva De Molli, richiedono un cambio di rotta. "La sanità si troverà a fronteggiare uno scenario caratterizzato dal progressivo invecchiamento della popolazione.
Più formazione per vincere sfida arresto cardiaco improvviso
I vaccini sono adattati alla variante JN.1. Possibile la co-somministrazione dei nuovi vaccini aggiornati con altri
Bellantone: "la sicurezza dell’assistito è un pilastro fondamentale della qualità delle cure ed è un diritto inalienabile di ogni persona"
"Uso corretto delle risorse non avviene in tutte le regioni"
Dal forum delle Regioni il ministro rivendica i risultati del PNRR e invita i medici a contribuire allo sviluppo della rete territoriale.
Secondo i dati UNAIDS gli aiuti globali allo sviluppo sono diminuiti del 23% nel 2025. A rischio i risultati ottenuti nella lotta all'Hiv e l'obiettivo di porre fine all'Aids entro il 2030.
Dopo le polemiche seguite al rinvio di oltre cento interventi chirurgici nell’Asl Toscana Centro, il presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze richiama alla collaborazione tra professioni sanitarie e invita a individuare le responsabilità attraver
Il progetto internazionale PaRIS coinvolge oltre 100 mila cittadini in 19 Paesi e introduce una domanda ineludibile in sanità: come stanno davvero le persone dopo le cure ricevute?
Commenti