
La maggior parte delle vittime, scrive l'Independent, era affetto da patologie pregresse, ma "una piccola percentuale" era in buona salute prima di essere stroncata dal virus. Secondo il quotidiano britannico, non ci sono state altre segnalazioni di infezioni da H1N1 in Europa. Non si hanno al momento notizie di casi negli altri Paesi europei. Secondo Watson nell'ultima ondata della pandemia, finita ad agosto per l'Organizzazione mondiale della sanità, sono stati contagiati, anche senza mostrare alcun sintomo, i due terzi dei bambini e la metà degli adulti. "La Gran Bretagna sembra essere all'avanguardia per quanto riguarda la comparsa di casi mortali di influenza", ha detto Watson. "Negli altri Paesi europei si comincia solo ora a osservare una attività influenzale del virus H1N1. "Non prevediamo una ondata epidemica per la fine dell'anno", ha precisato il professore, aggiungendo però che "c'è ancora un numero considerevole di persone che restano sensibili" al virus. Analisi di laboratorio hanno mostrato che il ceppo del virus è "molto simile" a quello dell'anno scorso e hanno evidenziato che "non c'è stato alcun significativo cambiamento". Secondo il professor David Salisbury, direttore dell'area immunizzazione del Dipartimento della salute, "le cifre dimostrano che gli effetti dell'influenza non sono da sottovalutare. Non è la stessa che generalmente arriva con il grande freddo e può quindi comportare seri rischi per la salute". L'influenza suina, diffusasi nel 2009, ha causato 18.450 morti, compresi giovani e donne incinte.

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