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Certificati online, primo giorno senza sanzioni a causa del black out della Sogei. Sindacati in agitazione. Brunetta: per i medici è solo una fatichetta in più

Sindacato

 Anzi, in una nota con gli ultimi dati (3.805.603 quelli arrivati all'Inps fino ad oggi con l'invio telematico), il ministero fa sapere che l'invio si è assestato sui 70mila certificati al giorno e che orami 'due medici su tre usano il nuovo sistema'. Da palazzo Vidoni si sottolinea poi come lo strumento sia utile non solo per i cittadini, ma anche per il controllo dell'assenteismo nelle aziende private, perché fornisce 'dati dettagliati e particolareggiati su un fenomeno che, come dimostra la vicenda Fiat, tende ad assumere centralità nel quadro delle nuove politiche di aumento della produttività'. Per oggi 2 febbario non sono stati segnalati gravi problemi o blocchi, come quelli del primo giorno, dagli operatori, che hanno lamentato invece, secondo quanto riferito dai sindacati, problemi con il call center.
Il numero verde è messo a disposizione dei camici bianchi 'per risolvere eventuali difficoltà temporanee quando non sia disponibile un personal computer', ad esempio nelle visite domiciliari, o 'la connessione a internet'. Anche oggi, pero', si riscontrano, come segnalato nei giorni scorsi, attese 'fino al quarto d'ora'. Per evitare ulteriori problemi, da oggi la Sogei, societa' ICT che fa capo al ministero dell'Economia, ha attivato il call center con l'operatore. Fino a ieri era prevista solo la funzione automatica.
Ieri, infatti, giorno dell'avvio delle sanzioni per i camici bianchi che non inviano i certificati di malattia col nuovo sistema di trasmissione telematica, i medici hanno lamentato alcuni problemi tecnici del sistema, ma anche qualche disservizio legato al call center, soprattutto lunghe attese al telefono. "Da oggi - sottolinea Mastrapasqua, presidente dell'Inps - i medici che telefoneranno al call center potranno parlare direttamente con un operatore".
Venerdì prossimo (alle 18.30), nel frattempo, i rappresentanti della categoria hanno convocato una riunione intersindacale di tutti i medici coinvolti, convenzionati e dipendenti, per valutare la situazione e decidere eventuali azioni comuni, dopo che il ministro Renato Brunetta non ha prorogato la moratoria per le sanzioni (entrate in vigore dal primo febbraio).

I sindacati

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Le rassicurazioni di Brunetta non bastano però ai medici coinvolti nella 'rivoluzione digitale', che hanno confermato lo stato di agitazione, e, anzi, ribadiscono la richiesta di una moratoria delle sanzioni fino a che il sistema non sarà pienamente funzionante. Non ha senso, sostengono le sigle sindacali, partire con le sanzioni (che prevedono il licenziamento o la perdita della convenzione) mentre ancora ci si deve districare tra sito web non sempre raggiungibile, call center in cui si registrano attese anche di '40 medici' e imprese private che ancora non si sono adeguate, e richiedono comunque ai pazienti il certificato di carta, costringendo i camici bianchi al 'doppio lavoro'. Un passo indietro sarebbe 'un gesto di collaborazione e di rispetto' dicono alla Funzione pubblica della Uil, in attesa finalmente di una ipotesi di incontro annunciata ieri da Brunetta 'che - sottolinea Massimo Cozza della Cgil Medici - in più di un anno non ci ha mai ricevuto'. Il blocco del sito e ritardi registrati ieri mattina, ha sottolineato anche Giacomo Milillo, segretario della Federazione dei medici di base (Fimmg), dimostra la 'presa in giro di Brunetta', visto che i disagi, peraltro, 'sono sempre gli stessi e segnalati da tempo'. E i medici del Veneto hanno anche avvertito i Prefetti delle disfunzioni. Preoccupazioni da parte dei medici, pochi disagi per i cittadini mentre gli ospedali attendono di capire quando anche loro dovranno passare dal sistema cartaceo a quello online per i certificati. E' questo il quadro della prima giornata di sistema a regime per la riforma voluta da Brunetta che informatizzerà tutte le certificazione di malattia. Negli studi dei medici di base il disagio maggiore si è registrato fra i camici bianchi, meno fra i pazienti.  Lo Snami 'riunirà a presto i suoi vertici per proclamare lo sciopero della categoria'. 'Stento a credere - afferma il leader del sindacato, Angelo Testa - che sia realtà quello che sta succedendo: chi vedeva con entusiasmo la trasmissione on line dei certificati nelle dichiarazioni della stampa di settore (... sempre più medici stanno trasmettendo le certificazioni ...i certificati on line danno professionalità al medico ...) e i silenzi assordanti di fronte il Ministro Brunetta nelle trasmissioni televisive, ora vuol fare il paladino della protesta. I medici non sono stupidi ed hanno capito'. Comunque, aggiunge, 'le sanzioni rimangono ed il sistema non funziona. Una spada di Damocle sulla testa dei medici. Nella giornata di lunedì abbiamo fatto delle prove a campione in tutte le regioni d' Italia: il risultato è stato disastroso. Non ci rimane che rivolgerci alla Procura della Repubblica per far luce su una vicenda che da una parte vede le Regioni che non hanno ottemperato nel mettere a disposizione dei medici i sistemi per la trasmissione telematica e dall'altra sanzioni sino al licenziamento o, per i medici convenzionati, la decadenza dalla convenzione in modo inderogabile dai contratti o accordi collettivi'. Lo stato di agitazione e l'invito a tutti i sindacati di categoria a programmare una giornata di 'disobbedienza civile' e una di sciopero. Sono le vie della protesta del Sindacato medici italiani (Smi), dopo il 'no' del ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta alla moratoria delle sanzioni per chi non invia i certificati online. 'E' inaccettabile - dice il segretario dello Smi, Salvo Calì - che i camici bianchi paghino per disfunzioni tecniche di cui non sono responsabili e che sono diffuse in tutto il territorio, compresa l'efficiente Lombardia'. Peraltro, 'invece di introdurre l'auto-certificazione per i primi tre giorni di malattia (rapporto diretto lavoratore-Inps), il medico viene trasformato sempre di più in un burocrate'. 'Dopo mesi di proteste ma anche di ricerca di un dialogo costruttivo - spiega il segretario generale Smi - il ministro Brunetta 'paternalisticamente' ringrazia gli sforzi fatti dalla categoria e, ancora una volta, dimostra un pregiudizio punitivo nei confronti dei medici, che da oggi subiranno un meccanismo sanzionatorio che li convertirà nel capro espiatorio di tutte le disfunzioni tecnologiche del nostro Paese'. Aspettando 'l'incontro del 10 febbraio con il ministro della Salute - aggiunge - sin da ora dichiariamo lo stato di agitazione, invitiamo tutti i sindacati a organizzare una giornata di disobbedienza civile e a convocare uno sciopero della categoria. Infine chiediamo a tutti i medici di inviare per fax le numerose, e quotidiane, segnalazioni di guasto del sistema non solo alle Asl, ma anche al ministero per la pubblica amministrazione e innovazione'. "Ben venga il 'no' alle sanzioni per i medici che hanno riscontrato problemi tecnici, ma il ministero deve farsi carico di questi inconvenienti". Così Francesca Moccia, coordinatrice del Tribunale per i diritti del malato, commenta la decisione del ministero della Pubblica amministrazione di non comminare sanzioni ai medici. "Da una parte - sottolinea - l'accesso all'innovazione ci piace, perché è un modo per ridurre la burocrazia, dall'altra il ministero deve prestare ascolto ai problemi segnalati dai medici di famiglia". "Chiediamo alla Fimmg, il sindacato dei medici di famiglia, di andare avanti nel processo di innovazione, e di distinguere - aggiunge Moccia - tra i medici che effettivamente hanno problemi reali nell'accedere il servizio di invio dei certificati online e non hanno pregiudizi verso questo processo, e quelli che si trincerano dietro le difficoltà ma hanno poca collaborazione e poca volontà nell'affrontare il cambiamento. Detto questo ben vengano le innovazioni a favore del cittadino ma il ministero deve farsi carico dei problemi tecnici reali'.

Il commento della Simg

"Qui non c'è nessuna ribellione o sommossa popolare contro l'invio dei certificati medici online, ne' da parte dei medici ne' dei pazienti, che sono favorevoli ogni volta che gli si semplifica la vita. Solo che il sistema ancora è fragile e imperfetto e dunque si perde del tempo, che potrebbe essere impiegato per fare altre cose", ha spiegato Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (Simg). 'Tutta questa situazione è davvero spiacevole, perché invece di affrontare il problema da persone civili, confrontandosi sulle cose da migliorare, questa partita è stata condotta con un'incedibile maleducazione nei nostri confronti. Ma qui ci sono professionisti che lavorano da quasi quarant'anni e che non possono essere improvvisamente messi sotto ricatto". "E' inutile negarlo - fa il punto il presidente della Simg - il sistema è farraginoso, forse ci voleva qualcosa di più semplice e rapido. Se viviamo in un mondo dove per pagare con la Carta di Credito impieghiamo circa 30 secondi, non è possibile perdere anche trenta minuti per inviare un certificato all'Inps, come sta succedendo in questi giorni. Io oggi, ad esempio, ho avuto l'adsl bloccata nel mio studio a Firenze per quasi un'ora, ma penso ai miei colleghi che si trovano a Nord di Roma, sulla Salaria, dove in alcune zone non arriva neanche la banda larga". Per questo Cricelli critica con forza la partenza delle sanzioni: "Brunetta ha sostenuto che se si dimostra la 'buona fede' i medici non saranno multati, ma tutto questo è senza senso. Noi non abbiamo ragioni oggettive per non utilizzare il sistema dove è possibile, ma chiediamo solo che ci si tratti con un maggior rispetto e non come bambini dell'Asilo". Nessuna segnalazione di problemi al pronto soccorso di due grandi Policlinici della capitale, l'Umberto I di Roma e il San Camillo. I sindacati infatti avevano prospettato la preoccupante ipotesi di un riversamento dei cittadini senza il certificato online che i medici di famiglia non sarebbero stati capaci di emettere, nelle sale di attesa dei pronto soccorso dove è possibile usare ancora il vecchio certificato online. 'Aspettiamo di capire - ha spiegato il direttore del Dea della prima struttura, Claudio Modini - quando dovremo passare anche noi al nuovo sistema'.

 La risposta di Brunetta

I certificati medici on line faranno risparmiare ai cittadini 200 milioni di euro di mancate raccomandate e la protesta dei medici rientrerà. Lo ha detto il ministro per la Funzione pubblica e l'innovazione, Renato Brunetta. "I certificati on line - ha affermato - riguardano 18 milioni di lavoratori dipendenti pubblici e privati che non dovranno più spedire le due raccomandate come nel passato. Si spenderanno 200 milioni di euro in meno. Il certificato lo compila il medico che lo manda all'Inps per via elettronica. Per loro solo una fatichetta in più". E a conferma che la cosa non sia di difficile attuazione, ha aggiunto il ministro, "ieri, ultimo giorno senza sanzioni, i medici hanno spedito 105mila certificati on line, praticamente il 100% del cartaceo dello stesso periodo dell'anno precedente". Quanto alla protesta annunciata dai medici, Brunetta ha sottolineato: "i medici hanno collaborato, temono le sanzioni ma queste ci sono solo se il medico si rifiuta di fare il certificato on line. Ma se c'è un piccolo blocco nella rete, tutte le norme prevedono che non ci sia nessuna sanzione, siamo persone serie. Se però un medico dice 'non mi piace, non lo voglio fare e non mi frega niente di 18 milioni di italiani e di Brunetta', allora ci sarà una sanzione e cambia mestiere. Un risparmio di 200 milioni di euro è un grande vantaggio per tutti e anche per i medici. Sono soddisfatto - ha concluso - e le proteste rientreranno, anche questa è la modernizzazione del Paese". Clicchi qui per restare informato.

Sindacato
Commenti
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(continuazione)Melillo dimettersi? Illusione ! A questo punto,visto che non siamo tutelati da nessun anzi siamo beffeggiati e umiliati, non ci resta che auto difenderci da soli. Il medico che subirà l'affronto e l'umiliazione di un licenziamento ingiusto e immoralle si vedrà legittimato a difendere il suo onore con ogni mezzo. Come consolazione avrà la solidarietà dei colleghi....e magari anche di Milillo e di Brunetta......
Rispondi
04/02/2011 15:29
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Ma insomma ,colleghi,ora come se non bastasse, ci trattano anche da fessi e da rimbambiti. Brunetta fa la legge,non la modifica,e ci chiede scusa. Melillo,stamane su RAI UNO ALLE 7,15 riconosce che le sanzioni sono sproporzionate essendo equivalenti ad un ergastolo comminato ad un piccolo ladruncolo. Assurdo! Ma dov'era Melillo durante le trattative? Non lo sapeva già da un anno che le sanzioni erano queste? Adesso se gli fosse rimasto un minimo di dignità si dimetterebbe. (continua)
Rispondi
04/02/2011 15:12
ES
Ercole De Santis
Cancellatevi dai sindacati! Cancellatevi in massa! Volete continuare a farvi rappresentare da questi coglioni? Perché ora si ribellano? Perché forse Brunetta aveva offerto loro qualcosa e poi glielo ha negato? oppure la gente comincia a lasciare il sindacato e la poltrona sembra scollarsi dal loro culo? Ma questi forum non li leggono mai, Milillo e compagnia, oppure fanno finta che non esistiamo? Quanti misteri, nella medicina....
Rispondi
04/02/2011 01:06
GP
Giuseppe Di Pane
Cosa penso di milillo l'ho scritto parecchie volte.Parecchi anni fa chi falliva nel suo ruolo si dimetteva o non veniva rieletto,giacomino invece è stato riconfermato dopo aver svenduto la medicina generale. L'unica cosa seria che possiate fare è cancellarvi dalla fimmg così non avranno più seguito e la smetteranno di definirsi , a torto, i più rappresentativi.
Rispondi
03/02/2011 18:39
GP
Giuseppe Di Pane
Cari colleghi, mi spiace dirlo,ma quanti di noi che ora criticano hanno dato il loro voto a berlusconi? Il nano di Arcore si è circondato di incapaci .Scegliere una parte politica non è come tifare per la squadra del cuore.Gli effetti delle loro scelte li paghiamo noi come società e come professionisti.Tanti di noi medici,avvocati ,ingegneri hanno dato il loro consenso a questi improvvisatori........ e questi sono gli effetti.
03/02/2011 18:34

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