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Federanziani chiede al Governo di chiudere l’Aifa: resta inascoltata

Federanziani chiede al Governo di chiudere l’Aifa: resta inascoltata
Farmaci

"Non si comprende infatti - sottolinea - quale sia oramai il ruolo dell'Aifa, quando lo Stato decide di procedere per conto proprio in tema di farmaci, anteponendo le ragioni del mercato e della grande distribuzione a quelle della sicurezza e della privacy". Gli effetti del decreto Monti, secondo la federazione della terza età "saranno devastanti proprio in termini di tutela dei dati sensibili e sicurezza dei cittadini, soprattutto degli anziani, che si troveranno a perdere il loro punto di riferimento sul territorio, ovvero le farmacie, e ad essere bersagliati da strategie di marketing su un tema sensibile e delicato quale quello della salute". Secondo Messina, il solo vantaggio "sara' per i 'commercianti dei farmaci', i quali, riuniti in grandi 'organismi' o meglio in grandi gruppi della distribuzione, non farebbero altro che fare lo specchietto per le allodole.

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Ecco perché la politica dovrebbe ascoltare quella parte dello Stato, ovvero l'Aifa, preposto alla governance del comparto, che è il nostro fiore all'occhiello di fronte a tutta l'Europa per l'eccellente lavoro che svolge. Non ascoltarla è come dire che l'Aifa è inutile, che non serve. Allora tanto vale risparmiare quei 76 milioni di euro ogni anno". Il rischio, secondo Messina, e' che i farmacisti siano "trasformati in commessi alle dipendenze di multinazionali, e i cittadini/malati ridotti a semplici consumatori". Per il presidente di Federanziani meglio sarebbe rendere possibile il raddoppio o la quadruplicazione del numero delle farmacie, o assorbire le parafarmacie che abbiano come titolare un laureato in farmacia, per mantenere il comparto sotto logiche farmacologiche e non di mercato.
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