
Il primo, frutto della ricerca Servier, agisce in campo cardiologico e il suo principio attivo ha la capacità di rallentare un ritmo del cuore troppo veloce fino a livelli fisiologici, col vantaggio di un minore affaticamento dell' organo. Bersaglio dell'ivabradina è la 'corrente If', scoperta dall' italiano Dario Di Francesco, che ''ha la proprietà - spiega lo stesso ricercatore dell'Università di Milano - di generare un ritmo spontaneo e controllare la frequenza cardiaca, così da costituire il 'pacemaker' naturale del cuore''. A indicare la strada di una ''maggiore attenzione alla frequenza del battito cardiaco'' è stato recentemente Roberto Ferrari, presidente della Società Europea di Cardiologia (ESC), secondo i cui studi oltre i 70 battiti al minuto aumenterebbe il rischio di infarto. Omalizumab, frutto della ricerca Novartis, è invece ''il primo anticorpo monoclonale - come ha detto il farmacologo Rodolfo Paoletti, presidente della giuria del premio - in grado di bloccare selettivamente il meccanismo che scatena gli attacchi d'asma''.




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