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Hausermann (Assogenerici): sul farmaco equivalente i medici sono disinformati, i prodotti venduti in Italia sono gli stessi distribuiti in Europa

Hausermann (Assogenerici): sul farmaco equivalente i medici sono disinformati, i prodotti venduti in Italia sono gli stessi distribuiti in Europa
Aziende

 

Assogenerici è cresciuta molto in questi anni, e i primi effetti si stanno vedendo.

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In questi anni l’Associazione ha fatto grandi progressi, grazie al lavoro incessante di Giorgio Foresti che ci ha posto, sul piano della visibilità, alla stessa stregua di Farmindustria. Siamo entrati a giusto titolo nella filiera dei produttori di farmaci con risultati che non sono da poco.

Politicamente senza dubbio. Restano tuttavia le critiche che i medici muovono al generico soprattutto per quanto riguarda l’efficacia.

E’ un pregiudizio che viene da molto lontano, causato da disinformazione e da non informazione.

Si spieghi

Sul farmaco equivalente si raccontano tante inesattezze. Il medico deve prendere coscienza che il generico venduto in Italia è lo stesso che viene commercializzato negli altri paesi europei. Il 95 per cento degli equivalenti viene prodotto dalle cinque aziende leader che poi lo distribuiscono in tutta Europa senza alcuna distinzione, è quindi impossibile che il prodotto italiano sia diverso dagli altri. Basta leggere il foglietto illustrativo per rendersene conto.

Lei parla anche di disinformazione però: a chi si rivolge?

Le aziende che producono farmaci di marca devono difendere le loro posizioni. E quindi danno un apporto non indifferente in tal senso. Ma non solo.

Cioè?

Ci sono ampie categorie di medici che contro il generico hanno posizioni intransigenti, sostenendo, per esempio, che la formulazione è diversa. Ma dire che nell’equivalente ci sia solo il 20 per cento del principio attivo è un controsenso che non sta né in cielo né in terra.

Allora occorre fare più informazione con i medici

E’ una delle richieste che arrivano, ma le limitate risorse che abbiamo sono soprattutto destinate alla vendita in farmacia.

Anche i pazienti, però, non sembrano recepire a fondo la politica del farmaco generico

E’ evidente che se il prescrittore è prevenuto, questo comportamento si riflette sul paziente che finisce con l’accettare le disposizioni del medico. Intanto paga di più senza motivo: ogni anno viene speso un miliardo in farmaci che i cittadini potrebbero ottenere gratuitamente o quasi. E di questo miliardo, 600 milioni vengono dalla differenza di prezzo che sborsa, appunto, il paziente.

Al farmacista conviene spingere sul generico?

A conti fatti potrebbe esserci un vantaggio in termini economici per il farmacista. Ma il guadagno è in particolare per il paziente che, come dicevo, va a risparmiare in maniera considerevole.

E’ ottimista sull’ulteriore slancio che avrà il farmaco equivalente?

Senza dubbio. Il mercato sicuramente si svilupperà verso il generico anche perché, e di questo ne sono certo, i futuri governi continueranno nella politica d’incentivazione del farmaco non griffato. Dobbiamo poi considerare che di nuove molecole in giro non ce ne sono, se escludiamo i farmaci biologici, per cui appare evidente che a crescere saranno proprio le aziende che producono generici. E di conseguenza anche il mercato subirà un ulteriore impulso in un Paese, come il nostro, dove con il 17-18% di quota siamo ancora molto indietro. Francia e Spagna che hanno introdotto l’equivalente più o meno nel nostro stesso periodo, sono al 30 per cento delle vendite. 

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Aziende
Commenti
SL
Salvatore Licciardi
Prendiamo atto che Assogenerici si rivolge al Farmacista, quale interlocutore privilegiato, Libero di propinare al Paziente di volta in volta il Generico di turno. Sarebbe, tuttavia, necessario che il paziente fosse informato non solo sull'equivalenza per la molecola ma fosse garantito sulla qualità nella tecnica farmaceutica, per es. farmaci a lento rilascio griffato e generici sono veramente equivalenti? In ultimo chi tutela il Medico prescrittore in caso di reazioni avverse da farmaco equivalente in sostituzione del griffato? Forse l'Assogenerici? Salvatore Licciardi
Rispondi
25/01/2013 17:01
AZ
Alberto Zoccheddu
La questione principale non è l'efficacia, è la continua sostituzione da parte del farmacista del farmaco generico, oggi rosso con le compresse blu, domani verde con le compresse gialle; oggi con il - 20% del principio attivo, domani con il +20%, siamo sicuri che comparandoli son bioequivalenti tra loro? Sapete la confusione che fa il paziente "fragile", soprattutto anziano fra le varie confezioni? Sarebbe opportuna una regolamentazione in merito.Se il medico prescrive il farmaco generico "pinco pallino" deve essere somministrato sempre quello e non quello che ha il farmacista al momento!!!!!!!!!!
Rispondi
24/01/2013 13:04
FM
Franco Mandas
Vorrei che vi fosse traparenza e chiarezza e che quindi fosse indicato sulla contenitore del farmaco il + o - 20% di biodisponibilità. Sarebbe corretto per le aziende per i cittadini e anche nei nostri confronti. Franco Mandas
Rispondi
23/01/2013 20:19

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