
Questo il parere di Massimo Luciani e Gian Michele Roberti, i due docenti di diritto che hanno difeso Federfarma davanti ai giudici di Bruxelles. Ospiti dell’assemblea generale del sindacato convocata per stamattina a Roma, Luciani e Roberti hanno ripercorso le tappe principali del procedimento aperto dalla richiesta di pronuncia pregiudiziale del Tar Lombardia. Un procedimento che avrebbe potuto avere sviluppi assai peggiori se Federfarma non fosse riuscita a riacciuffare per i capelli la causa davanti ai giudici amministrativi: il sindacato, infatti, era rimasto inizialmente escluso dal procedimento e soltanto una caparbia battaglia davanti al Consiglio di Stato ha permesso ai titolari di rientrare per poter poi difendersi di fronte alla Corte di giustizia europea. «Le partite si vincono solo al fischio finale, quindi prima di festeggiare aspettiamo la sentenza» ha osservato in particolare Roberti «intanto però con le conclusioni dell’avvocato Wahl possiamo dire che conduciamo per 1 a 0». E se a dicembre dalla Corte del Lussemburgo arrivasse il 2 a 0, per le farmacie sarebbe una vittoria che metterebbe in sicurezza anche l’altra partita che sulla fascia C deve ancora essere giocata, quella davanti alla Consulta per un dubbio di legittimità costituzionale sollevato un anno fa dal Tar Calabria.
Se l’articolo ti è piaciuto inoltralo ad un collega utilizzando l’apposita funzione
Fonte: federfarma




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.