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La fibrillazione atriale in presenza di apnea notturna

La prevalenza dell’aritmia correla con la severità della patologia respiratoria.
Cardiologia

Circa il 4% dei soggetti nella popolazione di età compresa tra i 60 ed i 69 anni e circa il 10% dei soggetti di 70-79 anni soffre di fibrillazione atriale. Quest’ultima rappresenta un fattore di rischio importante per l’ictus ischemico, l’embolia sistemica, l’insufficienza cardiaca e la morte prematura.

Anche l’apnea ostruttiva notturna sembra essere un fattore di rischio per malattie cardiovascolari e per l’ictus. L'apnea ostruttiva nel sonno, caratterizzata da una frequente ostruzione delle vie respiratorie seguita da una transiente ipossia, si presenta nell’80% dei pazienti con una fibrillazione atriale; inoltre, la terapia con ventilazione meccanica a pressione positiva continua nasale è in grado di ridurre in questi pazienti anche le ricorrenze dell’aritmia, dopo l’ablazione con radiofrequenze, in questi pazienti.

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Diversi ricercatori hanno evidenziato la maggiore prevalenza dell’apnea ostruttiva notturna nei pazienti con una fibrillazione atriale osservando, inoltre, che i soggetti che presentavano una forma più grave della prima mostravano una frequenza maggiore della seconda di circa 4volte. Nonostante sia stato evidenziato un legame tra le due patologie, la prevalenza della fibrillazione atriale nei pazienti sotto osservazione medica per la valutazione dell’apnea notturna è ancora sconosciuta.

Lo scopo dello studio presentato è quello di stimare tale prevalenza identificando inoltre i fattori di rischio per la fibrillazione atriale.

Sono stati così monitorati 201 pazienti con sospetto di apnea ostruttiva nel sonno e sottoposti ad un esame ECG a 12 derivazioni in ospedale e delle registrazioni ECG intermittenti a casa per 14 giorni.

Circa 13 soggetti su 201 (6,5%) hanno presentato una fibrillazione atriale mentre se si considerano 61 soggetti di sesso maschile di età maggiore o uguale a 60 anni, la percentuale che sviluppa l’aritmia arriva al 20%. Si è potuto osservare che tutti i pazienti con fibrillazione atriale erano uomini e tutti soffrivano di apnea notturna. Inoltre un’importante considerazione che emerge dallo studio è che la prevalenza della patologia cardiaca risulta incrementata con l’aumentare della severità dell’apnea notturna. Tenendo conto dell’indice di massa corporea, del sesso, dell’apnea notturna e della malattia cardiovascolare i fattori di rischio indipendenti per la fibrillazione atriale sono risultati essere:

  • l’età ≥ 60 anni,
  • l’occorrenza di apnea centrale nel sonno
  • il diabete mellito

Concludendo, la fibrillazione atriale è una patologia molto comune tra i soggetti che riferiscono una sindrome di apnea notturna e la prevalenza di tale condizione cardiaca aumenta con l’aggravarsi della patologia respiratoria.

I fattori di rischio indipendenti della fibrillazione tra i pazienti coinvolti nello studio includono la contemporanea presenza di apnea centrale notturna, età ≥60 anni e il diabete mellito.

Fonte:

Tijn Hendrikx et al. Atrial fibrillation among patients under investigation for suspected obstructive sleep apnea. PLoS ONE; 2017; 12 (2)

Cardiologia
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