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Aldosteronismo primario: dallo screening alla diagnosi

Medicina Interna Medical Information Dottnet | 01/08/2017 17:42

Il saggio automatizzato chemiluminescente di aldosterone e renina è una valida alternativa al metodo radioimmunometrico.

L’aldosteronismo primario è la causa più comune di ipertensione secondaria. La diagnosi dell’aldosteronismo primario è fondamentale non solo perché tale patologia si associa ad un rischio cardio e cerebrovascolare maggiore dell’ipertensione essenziale, ma anche perché può essere tenuta sotto controllo più facilmente con una terapia mirata. In accordo alle linee guida dell’Endocrine Society, fino al 50% dei pazienti ipertesi dovrebbe essere valutato per l’aldosteronismo primario attraverso un processo a tre step: screening, test di conferma ed individuazione del sottotipo.

Sinora il test di screening più raccomandato e riconosciuto prevede la misurazione del rapporto aldosterone-renina (ARR), che utilizza i valori della concentrazione dell’aldosterone e quello  dell’attività della renina plasmatica (PRA).

Purtroppo entrambe le misurazioni sono affette da diversi fattori confondenti, come, per esempio, il trattamento farmacologico. Il dosaggio radioimmunologico tradizionale dell’attività reninica plasmatica (PRA) misura l’angiotensina I generata a partire dall’angiotensinogeno prodotta in funzione del tempo. La metodica, pur essendo sensibile, ha lo svantaggio di essere manuale, non rapida e di richiedere l’uso di radioattività.

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Vari studi hanno dimostrato che è possibile sostituire la PRA con la concentrazione della renina attiva denominata direct (active) renin concentration (DRC) per calcolare il rapporto aldosterone-renina attiva (AARR), nello screening dell’aldosteronismo primario. Sia AARR che ARR sono metodiche accurate e riproducibili se effettuate in condizioni ottimali e standardizzate, ma la misurazione DRC può essere facilmente automatizzata risultando più semplice e veloce del saggio PRA.

L’accuratezza e la riproducibilità dei saggi ormonali sono fondamentali per avere una corretta diagnosi. Negli ultimi anni sono stati sviluppati e messi a disposizione per l’indagine diagnostica la cromatografia liquida con spettrometria di massa in tandem e metodi basati sulla chemiluminescenza; in molti laboratori questi vengono correntemente usati al posto dei tradizionali saggi radioimmunometrici.

Lo scopo dello studio RENATO (RENin and Aldosterone measurements in hypertensives patients in Torino) è stato comparare l’accuratezza diagnostica dell’AARR (calcolata utilizzando la concentrazione di aldosterone e DRC misurati con saggio cheminluminescente) e ARR, mediante  saggi radioimmunometrici RIA, sia come test di screening per l’aldosteronismo primario che come test di conferma in pazienti risultati positivi al test di screening.

Un centinaio di pazienti sono stati sottoposti al test di screening per l’aldosteronismo primario e circa 34 sono stati ulteriormente valutati con test di conferma. I cut-off sono stati stabiliti per ARR e AARR di 30 ng/dl/ng/ml/h e 3.7 ng/dl/mU/l, rispettivamente. I soggetti con un test di conferma positivo sono stati ulteriormente indagati per individuare il sottotipo e ciò ha mostrato la seguente distribuzione di diagnosi:

  • 75 pazienti con ipertensione essenziale
  • 15 pazienti con iperaldosteronismo idiopatico (IHA)
  • 5 pazienti con iperaldosteronismo primario da adenoma producente aldosterone (APA)
  • 5 soggetti con diagnosi non definita

Tutti i campioni sono stati maneggiati attentamente per evitare errori pre-analitici e le misurazioni sono state effettuate nel giro di una settimana. I dati ottenuti hanno evidenziato una sensibilità del 90% e una specificità del 99% di AARR rispetto ad una sensibilità del 100% e specificità del 73% della metodica ARR. Tutti i pazienti con aldosteronismo primario risultavano correttamente diagnosticati con entrambe le due metodiche nella fase di screening e confermati attraverso la misurazione (sia con RIA che con saggio chemiluminescente) della concentrazione dell’aldosterone durante il test di conferma. AARR non ha permesso d’identificare solo due pazienti con IHA, che presentavano un fenotipo ormonale e clinico lieve, rendendo quindi difficile la loro distinzione dall’ipertensione essenziale con bassi livelli di renina.

In sintesi, i dosaggi automatizzati chemiluminescenti di aldosterone e renina attiva, effettuati con i kit LIAISON® Direct Renin e LIAISON® Aldosterone (DiaSorin) sono una valida e semplice alternativa al metodo radioimmunometrico per la diagnosi di APA.

Tabella 1 - Tabella estratta da Burrello et al . Diagnostic accuracy of aldosterone and renin measurement by chemiluminescent immunoassay and radioimmunoassay in primary aldosteronism.

Fonte bibliografica:

Jacopo Burrello, Silvia Monticone, Fabrizio Buffolo, Manuela Lucchiari, Martina Tetti, Franco Rabbia, Giulio Mengozzi, Tracy A. Williams, Franco Veglio, and Paolo Mulatero. Diagnostic accuracy of aldosterone and renin measurement by chemiluminescent immunoassay and radioimmunoassay in primary aldosteronism. Journal of Hypertension; 2016; Volume 34, Number1.

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